L’annuncio dell’Angelo a Maria

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Nuovo programma di catechismo: diario di bordo di un’apprendista catechista – Parrocchie 3.1 (parrocchie31.it)

Segno di Croce, Padre Nostro, “Vieni Santo Spirito a guidare questo incontro, stai con noi illumina le nostre menti e tocca i nostri cuori”

L’incontro tra Maria e l’arcangelo Gabriele nel piccolo borgo di Nazareth ha cambiato completamente le sorti dell’umanità: il mistero dell’Incarnazione del Verbo, Gesù Cristo incarnato nel grembo di Maria Vergine. Per questo una volta l’Annunciazione era chiamata festa della Divina Incarnazione. Potrebbe essere utile portare un’immagine (quadro famoso) dell’Annunciazione per stimolare l’osservazione e l’immaginazione.

Luca 1:26-38

Il brano di Vangelo racconta un momento clou, un momento epico come usano dire i giovani: il momento in cui inizia la storia di un uomo che è anche un Dio, un Dio che è immensamente innamorato di ciascuno di noi.

Proviamo a chiudere gli occhi per qualche secondo e a immaginare di essere dei testimoni oculari del racconto dell’annunciazione.

Il solo pensiero che il racconto di Luca fa riferimento a un luogo (una città della Galilea chiamata Nazareth) ben definito e a delle persone (Maria promessa sposa di un uomo della casa ossia un discendente del re Davide) ben identificate, in carne e ossa, mi fa venire i brividi.

Le parole “Piena di grazia” (in greco kecharitomene) non significa solo “favorita” o “amica di Dio”, ma colei che è stata resa piena della grazia di Dio, preparata in anticipo per una missione unica. È una descrizione della sua santità e della sua vicinanza a Dio.

Pensiamo a Maria Santissima e proviamo e immedesimarci in lei. Nel Vangelo non ci parlano di lei come una mistica che abitualmente aveva conversazioni quotidiane con Dio e/o con gli angeli. Spesso ci viene descritta semplicemente come una giovane molto credente e che si fidava del suo Dio. Cosa avrà albergato nel suo cuore quando si trovò davanti un angelo? Chissà se si è chiesta “forse sto sognando!”.

A differenza di Maria, l’Angelo sembra che la conosca molto bene. I suoi toni sono come quelli di chi conosce da sempre la persona con cui sta interagendo. “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio…”. Maria è come se sentisse nel cuore che si può fidare ciecamente di quel messaggero così particolare. Le parla di sua cugina anziana che aspetta un bambino: la dimostrazione tangibile dell’impossibile che è diventata realtà.

Con quanta consapevolezza e soprattutto dolcezza, tenerezza e amore Maria avrà pronunciato quel “Sì”. Un Sì che neanche per Dio stesso era scontato. Quanta gioia avrà provato Dio in quel momento. Quando noi umani proviamo gioia sentiamo dentro di noi qualcosa di grande e meravigliosamente indescrivibile, come se il tempo si congelasse in quel momento. Non riesco neanche a immaginare la bellezza di una “gioia divina”.

Non una passiva rassegnazione, ma un libero e consapevole consenso che permette a Dio di entrare nella storia umana. Maria è il modello del credente che accoglie la volontà di Dio.

Drammatizzazione: dividersi in coppie e poi ogni coppia prova immedesimarsi nei personaggi aggiungendo anche scene di vita di testimoni.

Laboratorio artistico : disegno sul brano di Vangelo. I bambini amano molto le tempere, gli acquerelli, pittura con le dita e attività manipolative.

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