Come nasce Camminiamo con Gioia

(Articolo pubblicato sul numero di settembre 2022 di “Dossier catechista”, rivista nazionale specializzata nel settore)

Proponiamo l’esperienza sbocciata nella parrocchia di San Salvo, in provincia di Chieti nel periodo della pandemia: un percorso di catechismo permanente che si prefigge di dare continuità a un cammino di innamoramento del Signore.

Il progetto di catechesi che presentiamo ha alcune caratteristiche molto interessanti e propositive. Ci piace lo spirito di iniziati- va e il coraggio delle proposte, la voglia di sperimentare e la fantasia, il fatto che le catechiste non si siano arrese di fronte ai problemi legati alla pandemia, ma anzi ne

abbiano fatto un motivo di crescita e sviluppo. Un esempio all’inizio di questo nuovo anno catechistico in cui tutti siamo chiamati a nuove e coraggiose sperimentazioni.

La nostra redazione ha rivolto alcune domande a Maria Napolitano, che gestisce l’esperienza e anche un interessante sito di collegamento (www.parrocchie31.it) per comprendere in che cosa consiste il loro progetto.

Che cos’è e come nasce “Camminiamo con Gioia”?

Questo progetto nasce innanzitutto dal desiderio del cuore di alcune mamme innamorate di Cristo, di trasmettere una fede viva alle nuove generazioni.

“Camminiamo con Gioia” è un progetto di evangelizzazione che si prefigge di proseguire il percorso di iniziazione cristiana avviato con il catechismo di Prima Comunione. Un percorso catechetico che possa accompagnare la persona in ogni fase della sua vita. Una sorta di post comunione creativa, in totale adesione a Santa Madre Chiesa e che riesca a mettersi in ascolto e a rendere i ragazzi protagonisti. Solitamente c’è un vero e proprio salto formativo da dopo la Prima Comunione e/o la Cresima fino al “prossimo sacramento”. In un certo senso è come se un bambino va alle elementari e poi si ritrova direttamente all’università. Sovente infatti, finiti i per- corsi di iniziazione cristiana se non si entra in cammini di fede ecclesiali per ragazzi quali Azione Cattolica e Scout tutto è rimandato a un eventuale matrimonio, senza un’ottica di continuità rispetto a quanto appreso nella prima “ora del catechismo”. Come una coppia di sposi cresce nell’amore vivendo insieme, così dovrebbe essere l’a- more per Cristo. Più conosciamo Dio e più ce ne innamoriamo! E se  i bambini o i ragazzi interrompono questo percorso, come possono crescere nella consapevolezza dell’amore di Dio?

Quando è diventato una realtà?

In piena pandemia, nell’ottobre del 2020, come proposta che rispondesse a un vuoto per i più piccoli, nata all’interno del gruppo del Rinnovamento nello Spirito di San Salvo con il nome “Piccoli fiori di Gesù”. Un cammino nuovo di evangelizzazione fatto “per” e “con” i ragazzi, non nozionistico e con il desiderio di presentare un Dio vivo con cui dialogare e instaurare un rapporto intimo, a tu per tu, di figliolanza e di amicizia vera e profonda e che li possa aiu- tare a “camminare con gioia” nel percorso della propria vita.

Volevamo incontrarci il 17 ottobre 2020, ma causa lockdown l’abbiamo trasferito on line e rimodulato dando rilievo al fattore casa. Abbiamo potuto contare anche su competenze e persone presenti in altre realtà geografiche. In partico- lare oltre a me e altre due mamme del gruppo Catia Benvenuto e Flaviana Ciafardini, ci aiutavano anche Silvana Giannelli di Teramo, Micaela Mancusi di Riolo e Teresa Rizza di Giulianova, referenti e membri dell’ambito bambini del Rinnovamento Nello Spirito nazionale. In ogni incontro era sempre presente almeno una coppia dell’Equipe Famiglia della regione Abruzzo del RnS. Spesso capitava- no anche ragazzi di altre parti d’Italia attirati dal nostro entusiasmo.

Come gestivate gli incontri on line?

L’annuncio è una prerogativa di ogni tempo e in qualunque condizione. Uscendo dall’ottica del «siamo abituati a fare così», consideravamo la rete non come un semplice ripiego ma come un’occasione per rimetterci in gioco e scoprire nuovi modi per annunciare Cristo. Se si considera che la casa è il luogo in cui i bambini vivono, proprio in essa si possono fare davvero tantissime cose che non si potrebbero fare in condizioni normali. Utilizzavamo altresì le potenzialità stesse del digitale come la proiezione di immagini, video e simili. Era una bella alternativa al catechismo classico, invertire i ruoli: dare da fare una ricerca in rete su un argo- mento nuovo non ancora trattato e stimolare i ragazzi a “diventare catechisti per un giorno” per poi eventualmente arricchire e ridefinire quanto loro avevano capito.

Era importante per noi non interrompere quel filo conduttore dell’appuntamento settimanale e ancora di più farli uscire dalla

routine del momento. L’arrender- ci all’ “aspettiamo che i contagi si allentino e poi riprendiamo in presenza” non sembrava la cosa giusta da fare. Il principio era cogliere l’attimo e accettare la sfida, anche e soprattutto per amore di Cristo e dei nostri figli.

Il protagonista di ogni incontro era lo Spirito Santo e abbiamo approfondito i frutti dello Spirito Santo. Attività manipolative, cucina, dolci, storie e disegni erano gli strumenti che accompagnavano i momenti catechetici. Era tutto sperimentale, anche il come interagire tra di noi in quell’ora. Per un periodo ci alternavamo a turno a guida- re l’intero incontro poi ci siamo accorte che era più giusto esprimerci ognuna con i nostri carismi: chi con la chitarra, chi nel far immedesimare nella storia del racconto del Vangelo con delle drammatizzazioni efficaci, chi nel riportarli a degli esempi di vita concreta del loro quotidiano e così via. E man mano aggiustavamo il tiro.

Perché i “Piccoli Fiori di Gesù” si è evoluto in Camminiamo

con Gioia

Dopo l’interruzione estiva, la proposta di “Piccoli Fiori di Gesù” è stata accolta dal parroco don Raimondo Artese che l’ha collocata in via sperimentale nelle attività di oratorio della parrocchia di San Giuseppe con il nome “Camminiamo con gioia”.

Nel dicembre 2021, nella chiesetta della Madonna Delle Grazie di San Salvo c’è stato il primo in- contro che non poteva non inizia- re con Maria Santissima. Accogliendo l’ispirazione di Alessia una ragazza che solitamente partecipa a questi incontri, stiamo approfondendo le parabole del Vangelo.

Cosa caratterizza questi incontri e come vengono strutturati?

Parola d’ordine: pregare prima di mettersi a servire. Gli incontri vengono preceduti da un incontro preparatorio in cui i catechisti si mettono in preghiera, invocando lo Spirito Santo per essere docili strumenti nelle sue mani. Ciascuna di noi prega singolarmente da sola e poi insieme per l’incontro e per i ragazzi. Questo modus operandi ci ha fatto sperimentare tanti buoni frutti e tante belle intuizioni. Nel tempo abbiamo cominciato a stilare una sorta di canovaccio che varia poi di volta in volta in base al tema scelto.

  • Segno di croce cantato e mimato sulle note di Paulo-Conte:
  • viene eseguito all’inizio e alla fine quasi fosse un invito esplicito al Signore e un dire: «Signore resta con noi in quest’ora». Abbiamo vi- sto che piace molto ed è un modo per insegnare a dare importanza alla preghiera, il punto di partenza da cui scaturisce tutto l’amore di Dio per noi.
  • Preghiera di affidamento a Dio e un canto di invocazione dello Spirito Santo.
  • Lettura della Parola: sono i ragazzi stessi a leggere la Parola e dove si può, viene letta e drammatizzata. Abbiamo sperimentato che è importante per i ragazzi fare esperienza diretta della Parola poiché è capace di toccare i cuori. Spesso si parla di uno stile narrativo per parlare ai ragazzi di Cristo e non c’è niente di più affascinante ed incisivo della Parola di Dio. Gesù sa ancora entusiasmare ed affascinare più di quanto noi stessi immaginiamo.
  • Creare brevi situazioni di dialogo e di stimolo sulla Parola letta in cui possano emergere tutti i dubbi possibili;
  • Attività ludico ricreativa: è un aspetto a cui diamo molta importanza anche a livello temporale e che va personalizzata in base ai ragazzi. Dio è innanzitutto gioia e questo momento vuole tendere proprio a far emergere questo aspetto. Cerchiamo di metterci incessantemente in loro ascolto, per captare ciò che fanno nel loro tempo libero, quali sono i loro interessi, i loro desideri, i loro svaghi… e i loro timori. Di volta in volta facciamo esperienza di ciò che funziona e di ciò che non ha riscosso il gradimento dei ragazzi. Finora, abbiamo spaziato dall’arte ai giochi di movimento a diverse attività manipolative e costruttive. Ad esempio, per presentare la parabola dei talenti abbiamo utilizzato il trailer del film Encanto, che piace molto a questa fascia di età.
  • Eventuali preghiere per parenti, amici e conoscenti in difficoltà.
  • Canto conclusivo e/o segno di croce cantato e mimato.

Quali prospettive per il futuro di “Camminiamo con Gioia”?

Che possa crescere e diffondersi ed avere una dimensione interparrocchiale anche in altre città coinvolgendo diverse cate- chiste per creare occasioni a cui possa partecipare anche chi solitamente in chiesa non ci entra: un docile strumento a gloria di Dio e a servizio di Santa Madre Chiesa.

Come vi possono contattare per ulteriori informazioni?

Possono visitare il nostro sito in cui raccontiamo l’esperienza Camminiamo con Gioia – Parrocchie 3.1 (parrocchie31.it)

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