Raccontare l’inizio della storia di salvezza attraverso le 5 “W”: “Chi”, “Cosa”, “Dove”, Quando e Perché nell’Annuncio dell’Angelo a Maria
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L’incontro tra Maria e l’arcangelo Gabriele nel piccolo borgo di Nazareth ha cambiato completamente le sorti dell’umanità: il mistero dell’Incarnazione del Verbo, Gesù Cristo incarnato nel grembo di Maria Vergine. Per questo una volta l’Annunciazione era chiamata festa della Divina Incarnazione. Potrebbe essere utile portare un’immagine (quadro famoso) dell’Annunciazione per stimolare l’osservazione e l’immaginazione.

Luca 1:26-38
26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.
Il brano di Vangelo racconta un momento clou, un momento epico come usano dire i giovani: il momento in cui inizia la storia di un uomo che è anche un Dio, un Dio che è immensamente innamorato di ciascuno di noi.
Proviamo a chiudere gli occhi per qualche secondo e a immaginare di essere dei testimoni oculari del racconto dell’annunciazione.
Proviamo a immaginare di vivere dentro questo mistero/evento/fatto e ad essere lì presenti quali testimoni oculari. Il brano di Vangelo risponde perfettamente alle cosiddette 5 W giornalistiche (iniziali di Who, What, Where, When, Why, ovvero le domande a cui rispondere per raccontare un fatto vero).
- WH0 –Chi – tre i protagonisti Dio presente come Dio uno e trino, l’Angelo Gabriele e Maria.
- WHAT – Cosa: Dio Padre invia l’angelo, Lo Spirito Santo scende su Maria, il Figlio si incarna nel grembo di Maria, Maria dialoga con l’Angelo ed esprime le sue perplessità
- WHERE –Dove : Nazaret in una città della Galilea, a casa di Maria
- WHEN – Quando: al sesto mese ..teoricamente nel mese di giugno dell’anno precedente in cui è nato Gesù
- WHY – Perché: e qui di risposte ce ne possono essere una infinità rapportandole a ogni protagonista: per un amore viscerale e fiducia e stima totale e reciproco.
Il solo pensiero che il racconto di Luca fa riferimento a un luogo (una città della Galilea chiamata Nazareth) ben definito e a delle persone (Maria promessa sposa di un uomo della casa ossia un discendente del re Davide) ben identificate, in carne e ossa, mi fa venire i brividi. Man mano che si fanno queste domande è bene che i bambini scrivano domande e risposte sul quaderno perché nello scrivere si evitano distrazioni e si memorizza meglio.
Le parole “Piena di grazia” (in greco kecharitomene) non significa solo “favorita” o “amica di Dio”, ma colei che è stata resa piena della grazia di Dio, preparata in anticipo per una missione unica. È una descrizione della sua santità e della sua vicinanza a Dio.
Pensiamo a Maria Santissima e proviamo e immedesimarci in lei. Nel Vangelo non ci parlano di lei come una mistica che abitualmente aveva conversazioni quotidiane con Dio e/o con gli angeli. Spesso ci viene descritta semplicemente come una giovane molto credente e che si fidava del suo Dio. Cosa avrà albergato nel suo cuore quando si trovò davanti un angelo? Chissà se si è chiesta “forse sto sognando!”.
A differenza di Maria, l’Angelo sembra che la conosca molto bene. I suoi toni sono come quelli di chi conosce da sempre la persona con cui sta interagendo. “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio…”. Maria è come se sentisse nel cuore che si può fidare ciecamente di quel messaggero così particolare. Le parla di sua cugina anziana che aspetta un bambino: la dimostrazione tangibile dell’impossibile che è diventata realtà.
Con quanta consapevolezza e soprattutto dolcezza, tenerezza e amore Maria avrà pronunciato quel “Sì”. Un Sì che neanche per Dio stesso era scontato. Quanta gioia avrà provato Dio in quel momento. Quando noi umani proviamo gioia sentiamo dentro di noi qualcosa di grande e meravigliosamente indescrivibile, come se il tempo si congelasse in quel momento. Non riesco neanche a immaginare la bellezza di una “gioia divina”.
Non una passiva rassegnazione, ma un libero e consapevole consenso che permette a Dio di entrare nella storia umana. Maria è il modello del credente che accoglie la volontà di Dio.
Momento ludico
Drammatizzazione: dividersi in coppie e poi ogni coppia prova immedesimarsi nei personaggi aggiungendo anche scene di vita di testimoni.
Laboratorio artistico : disegno sul brano di Vangelo. I bambini amano molto le tempere, gli acquerelli, pittura con le dita e attività manipolative.
