Decimo incontro: la storia di Davide e l’invito a partecipare a una messa per i propri avi
Segno di Croce, Padre Nostro, “Vieni Santo Spirito a guidare questo incontro, stai con noi illumina le nostre menti e tocca i nostri cuori”
Ciascuno di noi è come se fosse un frutto d’amore non solo dei nostri genitori ma anche dell’intera nostra generazione che ci ha condotti fino a noi. Anche Gesù ha un’intera generazione che l’ha preceduto qui sulla terra. Trai tanti uomini appartenente alla Sua genealogia (Matteo 1,1-17) c’è il re Davide, una una figura molto interessante. Così come ciascuno di loro ha dei nonni , bisnonni, trisnonni ecc. così è anche per Gesù.
Attività: far scrivere un pensiero per i nonni sia viventi che quelli in cielo e i bis bis nonni che non hanno conosciuto…e d affidare la loro generazione a Dio. Un bigliettino da portare a messa domenica e leggere a mente dal loro posto nel momento in cui gli altri prendono la comunione.
Laboratorio artistico: Disegnare Davide con la fionda e scrivere sotto: “Il Signore guarda il cuore”.
Questa storia ci insegna:
- Davide ci insegna che la vera forza è la fiducia in Dio.
- La misericordia è più grande della vendetta.
- La gioia della fede si esprime anche con il canto e la festa.
Le vicende del re Davide sono raccontate nell’Antico Testamento, nel Primo e nel Secondo libro di Samuele, nel Primo libro dei Re e nel Primo libro delle Cronache.
La storia di Davide in sintesi
Davide era il più giovane dei figli di Iesse.
Mentre i suoi fratelli erano forti e grandi, lui passava le giornate nei campi a custodire le pecore. Nonostante fosse piccolo, aveva un cuore grande: amava suonare l’arpa e cantare al Signore. Spesso, guardando il cielo stellato, pregava e diceva: “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla” (Salmo 23).
Un giorno il profeta Samuele fu mandato da Dio a casa di Iesse per scegliere il nuovo re d’Israele. Vide i fratelli maggiori di Davide, alti e robusti, ma Dio gli disse: “L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1Sam 16,7). Così Samuele chiamò Davide, il più piccolo, e lo consacrò versando l’olio sul suo capo. Da quel momento lo Spirito del Signore fu con lui.
Davide sconfigge il gigante Golia
Più tardi, il popolo d’Israele si trovò in guerra contro i Filistei. Tra loro c’era un guerriero enorme e temuto: Golia. Ogni giorno sfidava gli Israeliti, ma nessuno osava affrontarlo. Davide, che era ancora un ragazzo, disse con coraggio: “Tu vieni a me con spada e lancia, io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti” (1Sam 17,45).
Davide prese la sua fionda, scelse cinque pietre dal torrente e si avvicinò al gigante. Con un solo colpo, il sasso colpì Golia in fronte e lo fece cadere a terra. Tutti capirono che non era la forza di Davide a vincere, ma la potenza di Dio che agiva attraverso di lui.
Da quel giorno Davide divenne un simbolo di fiducia e coraggio. Nonostante fosse giovane e piccolo, mostrò che chi si affida al Signore può affrontare ogni difficoltà. Come lui, possiamo dire: “Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?” (Salmo 27,1).
La fama di Davide cresceva sempre di più, e il re Saul ne era geloso.
Per metterlo in pericolo, promise di dargli in sposa la figlia Mikal solo se avesse ucciso cento filistei. Davide riuscì nell’impresa e sposò Mikal.
Ma dopo un’altra vittoria, Saul decise di ucciderlo. Mikal aiutò Davide a fuggire: lo calò da una finestra e mise un idolo nel letto fingendo che fosse malato. Più tardi, Saul diede Mikal in sposa a un altro uomo.
Quando Davide regnava sulla Giudea e Is-Bàal, figlio di Saul, regnava sul nord, Davide chiese che Mikal tornasse da lui come segno di alleanza. Is-Bàal acconsentì. Ma Mikal non fu sempre felice: un giorno criticò Davide perché aveva danzato con gioia davanti all’Arca dell’Alleanza portata a Gerusalemme. Non ebbero figli.
La gelosia di Saul non si fermava.
Davide strinse un patto di amicizia con Gionata, figlio di Saul, che lo avvisò dei pericoli. Davide dovette fuggire molte volte: ricevette pane consacrato e la spada di Golia dal sacerdote Achimelech, ma Saul punì duramente la città di Nob.
Davide liberò la città di Keila dai filistei, si rifugiò nel deserto e più volte ebbe occasione di uccidere Saul, ma non lo fece. In una caverna tagliò solo un lembo del mantello del re, e un’altra volta prese la sua lancia e la brocca mentre dormiva. Così dimostrò che non voleva fargli del male.
Per sfuggire a Saul, Davide si rifugiò tra i filistei e ottenne la città di Ziklag.
Quando gli Amaleciti la devastarono e portarono via donne e bambini, Davide li inseguì e li liberò.
Intanto, Saul e i suoi figli caddero nella battaglia contro i filistei sul monte Ghilboa. Davide pianse molto per la morte di Saul e dell’amico Gionata. Poi fu unto re a Ebron, prima sulla Giudea e poi su tutto Israele.
Davide conquistò Gerusalemme e la fece capitale del regno. Portò l’Arca dell’Alleanza nella città e volle costruire un tempio, ma Dio gli disse che sarebbe stato suo figlio a farlo. Promise però che la casa di Davide sarebbe durata per sempre.
Davide regnò quaranta anni: sette a Ebron e trentatré a Gerusalemme. Fu un grande re, un pastore fedele e anche un musicista che cantava e componeva salmi per lodare il Signore.
