Consulta pastorale familiare di Chieti-Vasto: a Fossacesia un pomeriggio di ascolto, confronto e visione

Domenica 21 giugno 2026 – Centro Pastorale “C. Massari”, Fossacesia

Domenica 21 giugno, dalle 16 alle 18:30, la Consulta diocesana di Pastorale Familiare della Diocesi di Chieti‑Vasto si è riunita per la seconda convocazione annuale, un appuntamento necessario per il cammino comune. L’incontro si è svolto a Fossacesia, in un clima di corresponsabilità e un desiderio comune di costruire insieme percorsi sempre più vicini alla vita reale delle famiglie.

Un inizio affidato allo Spirito Santo

Il pomeriggio si è aperto con l’invocazione allo Spirito Santo, accompagnata dal canto “Vieni Santo Spirito, forza dall’alto”. Alcune parole del canto – “accendi in noi il fuoco del tuo amore” – hanno fatto da filo rosso all’intero incontro, richiamando tutti alla docilità, alla creatività e alla comunione.

Uno sguardo su quanto vissuto: il feedback dell’anno pastorale

La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla restituzione del cammino svolto dalla Consulta nel corso dell’anno. Sono stati ricordati:

  • gli incontri interzonali di pastorale familiare;
  • il pellegrinaggio dei fidanzati a Loreto, guidato dall’Arcivescovo Bruno Forte ;
  • le iniziative legate alla Giornata per la Vita e ai percorsi di formazione;
  • le attività promosse nelle parrocchie grazie al sussidio “Gesù nelle case”, strumento flessibile e molto apprezzato, introdotto in diverse comunità con risultati positivi.

I presenti hanno poi compilato un questionario di valutazione, utile a raccogliere indicazioni su:

  • logistica degli incontri (giorno, orario, distanza tra le zone della diocesi);
  • partecipazione delle famiglie;
  • proposte formative da potenziare;
  • modalità di comunicazione e diffusione dei materiali, anche in formato digitale.

Il confronto in cerchio: la ricchezza delle differenze

Il dialogo tra i referenti, disposti in cerchio, ha permesso di far emergere la grande varietà delle realtà pastorali della diocesi: territori distanti, comunità numericamente diverse, esigenze differenti. È emersa la difficoltà, comune a molti, di coinvolgere stabilmente le coppie e le famiglie, spesso impegnate in molteplici attività o oberate da sovrapposizioni di appuntamenti ecclesiali.

Proprio per questo, è stato ribadito che il compito dei membri della Consulta è “coinvolgere dal basso”, generare relazioni, ascoltare i bisogni reali, proporre cammini semplici ma significativi.

Il valore del sussidio “Gesù nelle case”

Molti referenti hanno condiviso la loro esperienza positiva nell’utilizzo del sussidio diocesano “Gesù nelle case”, nato a San Salvo nel 2018‑2019 e poi diffuso in tutta la diocesi. La sua forza sta nella semplicità, nella flessibilità e nella capacità di creare piccole comunità domestiche che si ritrovano attorno alla Parola.

È stata proposta la possibilità di digitalizzare il sussidio, così da renderlo più facilmente replicabile nelle diverse parrocchie.

Le famiglie ferite: una priorità pastorale

Un tema particolarmente sentito è stato quello delle famiglie ferite: separazioni, fragilità relazionali, solitudini, situazioni di sofferenza che chiedono ascolto, accompagnamento e percorsi dedicati. Molti membri della Consulta hanno sottolineato la necessità di iniziative che abbiano ricadute concrete nelle parrocchie.

Verso nuovi gruppi di studio

Dalla discussione sono emerse tre aree prioritarie su cui lavorare nei prossimi mesi:

  • Digitale e comunicazione: per migliorare la diffusione dei materiali e raggiungere più famiglie.
  • Famiglie ferite e fragilità: per progettare percorsi di accompagnamento.
  • Giovani e adolescenti: per sostenere le famiglie nel loro compito educativo.

È stata inoltre condivisa la necessità di una maggiore formazione spirituale per i membri della Consulta, così da vivere il servizio non solo come organizzazione, ma come autentica missione ecclesiale.

Una presenza significativa all’incontro quella di don Sabatino Fioriti, attuale direttore regionale della Consulta Familiare d’Abruzzo e che da tantissimi anni si occupa di pastorale familiare.

Le parole finali di don Giuseppe Schieda

A conclusione dell’incontro, don Giuseppe Schieda, direttore dell’Ufficio di Pastorale Familiare, di cui condivide la missione con Anna e Fabrizio e Agata e Cristinziano, ha ricordato l’importanza di “guardarsi negli occhi” e di incontrarsi davvero, perché l’evangelizzazione delle famiglie nasce sempre da relazioni vive.

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