La tenera storia di Gilda e Thomas, due giovani fidanzati prossimi sposi dinanzi a Dio
Nulla è per caso, quando due persone si incontrano. Ogni incontro porta il segno di un’intenzione più grande: è Dio che chiama, prepara, unisce. Io sono solo uno strumento nelle Sue mani, chiamato a facilitare l’incontro tra due anime che, nel tempo giusto, si riconoscono come parte di un progetto d’amore eterno. Perché proprio loro, tra tanti? Dio vede nel cuore e scrive storie che noi possiamo solo intuire.
Quando si sceglie il Sacramento del Matrimonio, si risponde a una vocazione: non è solo amore umano, è alleanza con Dio. Egli non si limita ad assistere, ma cammina accanto, guida, sostiene. Il Sacramento diventa via di santità, di comunione, di dono totale.
L’ amore innalzato dalla grazia del Sacramento diventa segno visibile di un mistero invisibile. Il matrimonio, vissuto invitando Dio ogni giorno, può diventare testimonianza viva dell’amore di Dio per l’umanità. La vocazione al matrimonio è al paragonabile alla vocazione al sacerdozio. La vocazione è la chiamata: Dio chiama ma lascia ogni singolo libero di rispondere “sì”. Se così non fosse non potremmo dire che Dio ama: sarebbe un Dio padrone e non un Dio padre. Sta agli uomini e alle donne di ogni tempo rispondere a questa chiamata che sa di cielo e di eternità.
Questa è la storia di due giovani fidanzati che hanno frequentato il corso di preparazione al sacramento del matrimonio 2025 delle tre parrocchie di San Salvo.
Ciao a tutti,
siamo Gilda e Thomas fidanzati da 5 anni e a settembre di quest’anno ci sposiamo.
Vogliamo condividere con voi la nostra storia che per certi versi è un po’ particolare, perché è l’esempio concreto di come nella vita nulla avviene a caso, ma tutto è stato pensato da sempre come compimento di un disegno di amore scritto dall’eternità.
Umanamente siamo abituati a fare progetti, a pianificare ogni cosa, ma spesso ci sono degli sconvolgimenti che a me piace chiamare “dirottamenti aerei” che cambiamo completamente la vita: e questo è il nostro caso.
Entrambi siamo originari di Montefalcone Nel Sannio, ma Thomas all’età di tre anni si è trasferito a Termoli.
Io ho frequentato l’Università a Siena e sono stata in compagnia di sua cugina che era iscritta alla mia stessa facoltà. Il giorno della sua laurea eravamo entrambi presenti, ma né io né Thomas ci ricordiamo l’uno dell’altra; non era il nostro momento.
Le occasioni non sono mancate per incontrarci infatti Thomas si è iscritto alla magistrale di economia proprio a Siena e non ci siamo mai incontrati nonostante frequentassimo gli stessi luoghi ed anche in questo caso non era il momento giusto per noi.
Galeotto fu il giorno della laurea, a Roma, di una persona speciale per entrambi, ovvero una mia cara amica e una sua cugina. Non era un periodo particolarmente felice per me infatti ero indecisa se andare, perché non ero dell’umore giusto, ma poi mi sono convinta e sono partita.
Thomas in quel periodo lavorava e viveva a Roma; arrivò alla laurea appena dopo il lavoro e si venne a sedere al mio tavolo.
Iniziammo a parlare e a scoprire con stupore la nostra passione per il Palio e per la città di Siena dove non ci eravamo mai incontrati. Dal quel giorno è partito tutto, eh già era il nostro momento.
Ci siamo incontrati altre volte e abbiamo iniziato a frequentarci per poi capire che avevamo il desiderio di intraprendere un cammino insieme che ci ha condotti fin qui. Non sono mancate le prove; la più dura quella della pandemia; appena conosciuti, dopo qualche settimana il lockdown ci ha tenuti lontano. Il nostro rapporto, però ha superato la prova della lontananza e di tutto ciò che ha comportato quel bruttissimo periodo.
Come tutte le storie ci sono stati momenti di alti e bassi, ma abbiamo sempre affidato tutto a Dio che ci ha accompagnati in questi anni fortificandoci giorno per giorno.
Oggi siamo felici e grati a Lui, perché abbiamo deciso di rispondere insieme alla Sua chiamata: costruire una vita insieme, passo dopo passo, mano nella mano e lo sguardo rivolto in alto.

