Natale tra pensieri e parole

San Salvo. E’ dicembre. Fa freddo. La neve cade sui tetti ombrosi delle case e tinge lo scenario di un candido bianco,tipico di questo periodo. E’ notte e le famiglie sono a casa riunite. Il camino e’ acceso e la tavola imbandita,tutto secondo tradizione. I bambino attendono la fine della cena per aprire i tanti preziosi doni che,come ogni anno,li attendono sotto un prepotente albero,pieno di palline colorate.

Anche le scale sono adornate con nastri e fiocchi, poi la ghirlanda sulla porta e le luci in terrazzo. E’ tutto pronto. C’è un angolo della casa, però, nascosto e poco ornato ,dove giace silenzioso il Presepe. Nessuno lo guarda, nessuno lo ammira. I bimbi sanno a malapena cosa rappresenta. La cena inizia, la famiglia gioisce e, tra risate e abbracci, il pasto viene consumato. I più piccoli, allora, corrono davanti al camino e, seguiti dai più grandi, aprono i regali che ogni membro ha fatto all’altro con amore. D’un tratto, un suono interrompe la festa. Tutti si affacciano in terrazza. “Sono le campane” esclamano. Le avevano sempre sentite, la chiesa era proprio vicino casa, ma non avevano mai dato loro peso. Quella sera, però era diverso: stavano comunicando qualcosa di nuovo. E’ dicembre. Fa freddo. E’ notte si ma non una notte qualsiasi. E’ la notte del Natale e il viso di un Bambino fa sorridere gli occhi e scaldare il cuore.

Alice Troilo

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