Sabato 30: anche San Salvo si tinge con il colore della “carità”. Un pezzo di storia di San Salvo

“Torna a tingersi di giallo l’Abruzzo della carità concreta: il giallo vivo delle pettorine e dei sacchetti che da ventitré anni caratterizzano la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus che torna puntuale sabato 30 novembre in circa quattrocento punti vendita aderenti. Ben 4 mila volontari, riconoscibili proprio dalla pettorina gialla, inviteranno ad acquistare e donare alimenti per l’infanzia, tonno in scatola, riso, olio, legumi, sughi e pelati, biscotti.” (Dal comunicato del Banco Alimentare)

Tra le città della “Carità concreta che nasce dal popolo” c’è anche San Salvo (leggi). Di seguito un pezzo di storia del Banco Alimentare di San Salvo.

E’ questa un’iniziativa nata in Italia nel 1989 per iniziativa di Danilo Fossati, all’epoca patron dell’azienda alimentare Star, e di monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento ecclesiale Comunione Liberazione movimento abbracciato e condotto anche a San Salvo tra il 1995 e il 1996. 

Nel 1997 i sansalvesi che avevano accolto nel loro cuore questo movimento, portartono l’iniziativa del Banco Alimentare in un unico supermercato, il Conad di via Trignina.

Nicola Della penna uno dei primi aderenti a questo movimento racconta: “All’inizio eravamo piuttosto titubanti e ci vergognavamo ma sapevamo che dovevamo chiedere non per noi ma in nome di quel Signore che abbiamo imparato ad amare proprio grazie a Comunione e Liberazione. La prima volta non eravamo per niente attrezzati e ci aspettavamo di raccogliere massimo una scatola. Invece abbiamo riempite venti scatoloni. I sansalvesi hanno risposto con grande generosità e ciò ci colse di sorpresa tant’è che non sapevamo come trasportarle fino al Centro di Raccolta di Lanciano. 

Vedendoci in difficoltà un concittadino, Mario d’Achille, ci prestò un suo vecchio furgone per portare questi pacchi a destinazione. 

Sono trascorsi 22 anni da allora e di aneddoti e di cose belle ne sono successe tante e tanti volontari si sono avvicendati in questo servizio pur non facendo parte di nessun cammino di Fede. Io voglio ricordare un fatto che è un po’ lo spirito della Colletta Alimentare. Una volta ci fu una signora che era andata a fare spesa ma non aveva soldi e ci disse che voleva contribuire ma non poteva. Dopo un po’ questa signora è tornata con una bottiglia di olio casereccio per donarlo al banco alimentare.”


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