“Lezioni di teoria e di pratica”

(Commento al Vangelo di don Pieralbert D’Alessandro)

La teoria è superata brillantemente dal dottore della Legge. D’altronde non poteva che andar bene su quella materia dato che era un maestro in Israele. Lo studio della Torah era pane per i suoi denti. Però a Gesù piace questo dottore perché ha saputo far sintesi, ha trovato il nocciolo della questione. E non era questione facile. Dire a quei tempi: “Come si fa ad ereditare il Regno?”, equivale ai nostri giorni: “Cosa dobbiamo fare per essere felici?”. Non è da poco la cosa. E comunque ribadiamo l’ottimo esame del dottore della Legge che ben sintetizza: amare dona la vita eterna, cioè amare dona la felicità.

Seconda parte: la pratica. Un po’ come per l’esame della patente. Come si ama? E soprattutto, chi si ama? Qui la teoria non regge più. Il dottore della Legge va in tilt. Posso leggere bellissimi libri sull’amore e guardare le miglior serie TV su questo tema tanto in voga e sempre inflazionato, e poi ti ritrovi in casa con la moglie acciaccata e pesante o il marito farfallone e pigro e allora tanta idealità viene bruciata in fretta.

Gesù nella pratica dell’amore è chiaro: occorre amare chi viaggia sulla strada della tua vita. Il prossimo, cioè chi è nelle tue prossimità. E’ lui da amare. E soprattutto il prossimo fragile, ferito e abbruttito. facile per noi innamorarci delle belle ragazze o ragazzi, questo lo sanno fare tutti.

Provate ad innamorarvi di chi non ama nessuno, di chi non è amato da nessuno, perché povero, ferito o malato.

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