L’arte va oltre il proprio credo e abbraccia l’uomo

L’arte ha un dono incredibile: il saper dialogare con l’umanità con un linguaggio universale che lo rende in grado di parlare ad ogni uomo e donna della terra di ogni tempo a prescindere dal credo, razza, condizione sociale culturale o economica.

L’opera in copertina è stata realizzata da Daniele Laudadio, un vigile del fuoco ella Compagnia di Vasto e residente a San Salvo ed era destinata ad essere consegnata nelle mani di papa Francesco prima dell’emergenza del Coronavirus.

Daniele è di religione Evangelica ma la sua opera di sicuro sa parlare a tutti. Di seguito le parole scritte da lui stesso a proposito di quest’opera che ha il profumo del suo cognome: Lode a Dio!

Un giorno, di diversi mesi fa, mentre con la mia famiglia mi gustavo il pranzo domenicale, una telefonata turbo’ la mia quiete e al termine della conversazione vi fu un ilare sbigottimento di tutta la famiglia.

Un caro amico, ex collega abruzzese, che vive a Roma, stava organizzando un particolare incontro, con un personaggio di elevata caratura mondiale: il Papa.

Conoscendo la mia manualità, la mia passione nel realizzare quadri in legno, pensò di chiamarmi all’appello, realizzando un quadro da consegnare, io personalmente, nelle mani del Papa

Ne fui lusingato, ma, inizialmente rinunziai o per lo meno, accettai di realizzare il quadro, ma di farlo consegnare da altra persona.

Ad un personaggio come il Papa, ci si può credere, come non credere, fatto sta che resta una delle figure storiche più potenti al mondo.

Personalmente, per fede, ritengo che Cristo Gesù non debba o possa mai avere un vicario (sostituto sulla terra), poiché Egli non ne ha bisogno. Gesù dopo la risurrezione, nell’ultima apparizione ai suoi discepoli, prima di salire un cielo, disse: “… Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente “.(Matteo 28:20). Ed ancora disse:”Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, li sono io in mezzo a loro”.(Matteo18:20)

A mio avviso il Papa è il leader di una grande Comunità, così come tutte le grandi Aziende lo hanno. Ma, non può è mai potrà essere il Vicario di Cristo, l’unigenito figlio di Dio, che è Dio stesso.

Al di là della fede personale (che è un dono di Dio), dei propri sentimenti, della spiritualità, alla fine accettai l’invito di consegnare un quadro direttamente al Papa. Purtroppo, l’incontro che ci sarebbe dovuto essere a febbraio 2020, per motivi che tutti sappiamo, non c’è stato e chissà mai se ci sarà.

Per partorire l’idea del soggetto, che avrebbe dovuto legare il pompiere con il Papa, non impiegai nove mesi, ma quasi.

Come è giusto che sia, ogni uno da’ ad ogni opera una sua libera e personale interpretazione…., io do’ la mia…:

“Così come Gesù Cristo sacrificò la sua vita sulla croce, per la salvezza spirituale dell’uomo/donna, così il vigile del fuoco sacrifica, quando il dovere lo chiama, la sua vita per salvare materialmente quella degli altri “.

In onore e memoria di tutti i miei colleghi che hanno sacrificato la loro vita per gli altri ed in particolare per gli ultimi che ricordo: Giorgio Grammatico, Pinuccio La Vigna, Stefano Colasanti, Antonio Dell’Anna, Antonio Candilo, Marco Triches e Matteo Gastaldo (8 vigili del fuoco in 18 mesi).

Daniele

P.S. Anche se l’incontro al Vaticano con il Papa e questo omaggio non è più avvenuto, ho voluto condividere con voi, non l’esperienza che non c’è stata, ma … “l’opera “, da come è nata, com’è, il suo significato. Ed anche perché a detta dei critici d’arte, le opere, la bellezza (sperando sia considerata tale), va condivisa e a me dispiaceva lasciare anche questa realizzazione incartata nel buio della cantina.

Bassorilievo su legno e tecnica mista (70×100)

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