Dina: ” Nella sofferenza ho toccato con mano l’efficacia della preghiera”

Tra le grandi domande che solitamente ogni uomo si pone ci sono: qual è il senso della vita e cosa posso fare per essere felice? In Dio possiamo trovare alcuni consigli che ci possono aiutare a dare delle risposte a queste domande: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, “Vivi amando” e “Non importa ciò che fai ma fallo con passione”. E quando incontri delle persone che nella loro vita seguono questi consigli te ne accorgi perchè riescono a trasmettere una grande positività.

Chi è Dina Carinci?

Sono nata e cresciuta a Lanciano. I miei genitori lavoravano entrambi a scuola in ambito amministrativo. Insieme a mia sorella Luisa ho avuto una infanzia molto serena. I miei sogni da bambina erano fare la giornalista o la stilista. Studiando diritto all’Istituto commerciale, mi sono appassionata a questo settore e così ho deciso di intraprendere la carriera di avvocato. Dopo la laurea in legge conseguita a Bologna ho conosciuto, grazie a una comitiva di amici con cui trascorrevo le mie vacanze estive, Antonio, l’uomo che è poi diventato mio marito. Mi sono innamorata di lui perché mi faceva ridere e poi ho cominciato ad amare tutto il suo essere che mi faceva sentire al centro del suo universo. Anche con la sua famiglia di origine mi sono subito trovata a mio agio perché semplice ed amante delle tradizioni come lo è anche la mia. Con il matrimonio mi sono trasferita qui a Vasto. Abbiamo due meravigliosi figli. Per 14 anni ho svolto la professione di avvocato occupandomi fondamentalmente di Diritto Civile e, in particolare, di Diritto del Lavoro. Amavo tantissimo la mia professione solo che mi portava via troppo tempo e non mi permetteva di fare la mamma come avrei voluto: i miei orari erano 9 -21. E così quando mi è stata proposta l’assunzione in ruolo come Direttore dei servizi generali e amministrativi ho accettato e oggi sono la Dsga del polo liceale Pantini-Pudente di Vasto. E’ un lavoro che cerco di portare avanti con passione, determinazione e impegno.

Come ti sei avvicinata a Dio?

Di sicuro fondamentalmente grazie a mia nonna materna che viveva in casa con noi anche per aiutare mia mamma nella gestione di noi figli. Mi ha insegnato a pregare facendomi conoscere e apprezzare il senso della preghiera. Diceva sempre: “La preghiera deve uscire dal cuore. Se ripeti a pappagallo e non pensi a ciò che dici come fa la preghiera ad arrivare a Dio?”. Non c’era giorno in cui il quotidiano non trovasse riscontro in Dio, anche quando succedevano cose brutte. Anche se non ho mai abbandonato la preghiera proprio grazie all’insegnamento di mia nonna, nel tempo degli studi e per i vari impegni professionali e familiari non ero molto assidua nel frequentare la chiesa. Nella malattia di una persona a me molto cara ho toccato con mano l’efficacia e l’importanza della preghiera fatta con il cuore. Nel 2015 don Gianni Carozza mi chiese di fare la catechista. All’inizio ero un po’ di titubante perché pensavo di non essere all’altezza; poi, invece, ho scoperto il meraviglioso mondo dei bambini in cui mi trovo tantissimo. Amo dire loro che l’amore di Dio va gridato. Trovo sia toccante chiedere ai bambini “Dio è?” e sentirli rispondere in coro “Misericordioso”; lo gridano e quell’eco emoziona anche loro. La prima cosa che dico ai miei bambini del catechismo è: “Non chiamatemi maestra perché non lo sono e questa non è una scuola! Siete qui per innamorarvi di Gesù”.

Papa Francesco più volte ha spronato i credenti a mettersi in politica, tu sei una donna che ha accolto questo invito. Come, quando e perchè ci sei entrata?

Ci sono entrata nel 2016 grazie a Gianluca Castaldi, amico di mio marito da decenni, che mi ha spronata a mettermi in gioco. La passione per la politica è venuta pian piano, scoprendo certi meccanismi e studiando. Quando si vive secondo determinati principi, questi li porti con te in ogni ambito, nel lavoro e anche nella politica e il mio essere cattolica non finisce quando entro nelle stanze della politica.
Auspico maggiore collaborazione tra le varie forze politiche per il bene dei cittadini: ciò che dovrebbe contare è l’obiettivo e non il colore politico.

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