Indulgenze plenarie per i fedeli defunti nell’attuale situazione di pandemia

Quest’anno, nelle attuali contingenze dovute alla pandemia da “covid-19”, le Indulgenze plenarie per i fedeli defunti saranno prorogate per tutto il mese di novembre, con adeguamento delle opere e delle condizioni a garantire l’incolumità dei fedeli.

La ricorrenza della Commemorazione dei Fedeli Defunti, suscita in tutti noi il ricordo di chi ci ha lasciato e il desiderio di rinnovare nella preghiera quegli affetti che hanno già raggiunto la patria celeste. Possiamo aiutare i nostri cari ed amati defunti acquisendo l’indulgenza plenaria. Il termine suffragio, parola che deriva dal verbo latino suffragari, significa: soccorrere, sostenere aiutare. 

Il catechismo così definisce l’indulgenza: è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele debitamente disposto, e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi. La teologia cattolica insegna che ogni nostro peccato ha una duplice conseguenza genera una colpa e comporta una pena.

Si concede l’indulgenza plenaria, applicabile soltanto alle anime dei defunti, al fedele che:

  1. devotamente visita il cimitero e prega, anche solo mentalmente, per i defunti.
  2. visita una chiesa o un oratorio e vi recita un Padre nostro e un Credo.

Il fedele per ottenere l’indulgenza plenaria, deve: escludere qualsiasi affetto al peccato anche veniale; adempiere le seguenti tre condizioni:

  1. Accostarsi al Sacramento della Riconciliazione. Con una confessione si possono acquistare più indulgenze plenarie;
  2. Ricevere la comunione eucaristica. Con una Comunione si può acquistare una sola indulgenza plenaria. É meglio ricevere la Comunione partecipando alla Santa Messa.
  3. Pregare secondo le intenzioni del Santo Padre, come testimonianza di comunione con tutta la Chiesa. Si adempie la condizione pregando un Padre nostro e un’Ave Maria, o altre preghiere a scelta del fedele. Con una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice si può acquisire una sola indulgenza plenaria.

Queste tre condizioni possono essere adempiute anche molti giorni prima o dopo aver compiuto l’opera prescritta (nn. 1 e 2); tuttavia è conveniente che la Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno in cui si compie l’opera.

Di seguito il contenuto del Decreto, del 22 ottobre 2020, della Penitenzieria Apostolica.

Sono pervenute a questa Penitenzieria Apostolica non poche suppliche di Sacri Pastori i quali
chiedevano che quest’anno, a causa dell’epidemia da “covid-19”, venissero commutate le pie opere per
conseguire le Indulgenze plenarie applicabili alle anime del Purgatorio, a norma del Manuale delle
Indulgenze (conc. 29, § 1). Per questo motivo la Penitenzieria Apostolica, su speciale mandato di Sua Santità
Papa Francesco, ben volentieri stabilisce e decide che quest’anno, per evitare assembramenti laddove
fossero proibiti:

a.– l’Indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, stabilita di norma solo nei singoli giorni dal 1° all’8 novembre, può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine. Tali giorni, liberamente scelti dai singoli fedeli, potranno anche essere tra loro disgiunti;

b- l’Indulgenza plenaria del 2 novembre, stabilita in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il “Padre Nostro” e il “Credo”, può essere trasferita non solo alla domenica precedente o seguente o al giorno della solennità di Tutti i Santi, ma anche ad un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli.

Gli anziani, i malati e tutti coloro che per gravi motivi non possono uscire di casa, ad esempio a causa di restrizioni imposte dall’autorità competente per il tempo di pandemia, onde evitare che numerosi fedeli si affollino nei luoghi sacri, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti, ad esempio le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario Mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli, o si intrattengano nella
lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita.

Per un più agevole conseguimento della grazia divina attraverso la carità pastorale, questa Penitenzieria prega vivamente che tutti i sacerdoti provvisti delle opportune facoltà, si offrano con particolare generosità alla celebrazione del sacramento della Penitenza e amministrino la Santa Comunione agli infermi. Tuttavia, per quanto riguarda le condizioni spirituali per conseguire pienamente l’Indulgenza, si ricorda di ricorrere alle indicazioni già emanate nella nota “Circa il Sacramento della Penitenza nell’attuale situazione di pandemia”, emessa da questa Penitenzieria Apostolica il 19 marzo 2020. Infine, poiché le anime del Purgatorio vengono aiutate dai suffragi dei fedeli e specialmente con il sacrificio dell’Altare a Dio gradito (cfr. Conc. Tr. Sess. XXV, decr. De Purgatorio), tutti i sacerdoti sono vivamente invitati a celebrare tre volte la Santa Messa il giorno della Commemorazione di tutti i fedeli defunti, a norma della Costituzione Apostolica “Incruentum Altaris”, emessa da Papa Benedetto XV, di venerata memoria, il 10 agosto 1915.
Il presente Decreto è valido per tutto il mese di novembre. Nonostante qualsiasi disposizione contraria.
Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 22 ottobre 2020, memoria di San
Giovanni Paolo II.
Maurus Card. Piacenza
Paenitentiarius Maior
Christophorus Nykiel
Regens

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