Unità e libertà.

XI settimana del Tempo Ordinario – Sabato

Commento al Vangelo – Mt 6, 24-34

A cura di don Giovanni Boezzi

Commento al Vangelo odierno di Caterina Rapini.

Il cibo, il vestito: quelle descritte oggi sono occupazioni umane, legittime. Il cibo e il vestito sono due necessità fondamentali dell’uomo, senza di essi probabilmente non potrebbe pensare al resto. A essere in discussione però non è tanto il fatto che l’uomo si occupi di queste cose, quanto piuttosto che se ne preoccupi: la necessità non è più la spinta che ci porta a procacciarci i mezzi per sopravvivere, ma diventa il fine della vita stessa, il padrone al quale sottomettersi. E i padroni rischiano di essere tanti, uno per ogni cosa che occupa il nostro tempo: il lavoro, lo studio, la carriera, i doveri, l’apparenza, il corpo, l’immagine che diamo di noi, il tempo libero, il divertimento, la vita sociale. Ognuna di queste cose rischia di diventare un dio al quale obbedire, ritrovandoci divisi in tanti pezzetti che sembrano spesso andare in direzioni opposte. Ma Gesù oggi ci presenta un’altra immagine: quello che Dio vuole per noi non è la divisione, ma l’unità; un’unità che diventa libertà, come quella degli uccelli del cielo, e che diventa bellezza, la stessa bellezza dei gigli di un campo.

Oggi prego con il Salmo 33.

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Dal vangelo secondo Matteo (6, 24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». 

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