Venti anni di matrimonio per continuare a crescere nell’amore

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Sembra ieri eppure sono trascorsi venti anni da quel “lontano” (eppure da quel dietro l’angolo che sembra esattamente ieri) da quando il 19 maggio del 2002, giorno di Pentecoste, io e Stefano pronunciammo il nostro sì dinanzi a Dio. A celebrare le nostre nozze ci fu l’attuale vescovo emerito don Piero Santoro come era tradizione nella parrocchia della sposa (avevamo tentato di sposarci altrove ma il Signore ci volle nella parrocchia di San Nicola). Lasciammo le letture del giorno! Senza farlo apposta era capitato nel giorno di Pentecoste, un giorno che per noi che ci eravamo incontrati proprio grazie al cammino del Rinnovamento Nello Spirito, aveva un significato davvero particolare e quasi a tracciarci una strada da perseguire: il camminare insieme con Dio. Tuttora camminiamo entrambi con il Rinnovamento Nello Spirito e cerchiamo di camminare con Cristo . E in questo siamo l’uno il sostegno dell’altro: quante volte è capitato che uno dei due non aveva voglia di andare e o talora di lasciare, ed interveniva l’altro con una parola che ti riporta lì alla base.

Quel giorno aveva piovuto tantissimo ma in momenti in cui noi neanche ce ne eravamo accorti. Ero andata a piedi da casa mia fino alla chiesa. Ricordo ancora i volti di quei vicini che mi avevano vista crescere e che erano lì a gioire con noi per quel giorno. Durante la celebrazione ci hanno riferito che aveva piovuto a dirotto. Il tempo di far qualche foto in chiesa e aveva smesso di piovere. Il tempo di andare al ristorante uscire per delle foto senza la pioggia e di nuovo aveva fatto tanta acqua. Quanti aneddoti e quanti volti in quel giorno, alcuni hanno già raggiunto il Padre celeste tra cui i nostri familiari più stretti. È incredibile come quel giorno tante cose potevano essere scontate comprese la presenza del papà di Stefano o quella dei miei genitori e di mio fratello che nel giro di pochi anni sono venuti a mancare.

La gioia di veder nascere quattro figli. In questi venti anni entrambi siamo cresciuti nel nostro essere uomo/donna, marito/moglie, come papà/mamma e soprattutto anche nel nostro modo di concepire la fede. L’essere coniuge e genitore non ci si nasce, nessuno te lo può insegnare perché siamo tutti diversi ma è un continuo mettere un passo dopo l’altro.

Di sicuro grazie a Stefano ho smussato molti miei angoli e dalla sua fede forte e profonda (e da cui io sono ad anni luce di distanza), frutto di una conversione che è passata dall’essere ateo al mettersi in discussione alla luce della Parola di Dio, continuo ad apprendere davvero tantissimo.

Di sicuro non siamo una famiglia perfetta. Come la maggior parte delle coppie, abbiamo i momenti no e i litigi megagalattici ma sentiamo che Dio è dalla nostra parte. Un nostro punto fisso di questi venti anni di matrimonio (e anche del tempo di fidanzamento) è l’Ave Maria a cui ci ancoriamo insieme, a un pensiero di affidamento a san Giuseppe, ogni volta che ci sediamo a tavola e in i tutti i momenti tristi e nei momenti felici e in tutti quelli di particolare bisogno.

Ai giovani vorrei dire fate crescere in voi e coltivate il sogno di una vostra famiglia perché vi posso testimoniare che ne vale la pena o meglio “la gioia” e soprattutto se condivisa con il Signore.

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