Nel Rinnovamento ho imparato a pregare prima di servire

Oggi è Pentecoste e per i gruppi del Rinnovamento Nello Spirito è una festa davvero particolare perché è un cammino che in qualche modo ci ha portato alla fede nella gioia dell’invocazione dello Spirito Santo.

Mi sono avvicinata a questo cammino grazie all’invito di un’amica a degli incontri del mercoledì sera nella chiesetta della Madonna delle Grazie a San Salvo. Carlo Di Pietro, un ottico di Montesilvano che aveva oltre sessanta anni, veniva apposta a incontrare dei ventenni (tra cui io; ne eravamo quasi una ventina) per testimoniare come era cambiata la sua vita da quando aveva incontrato il Signore. Oggi troppo spesso sento dire che per far conoscere Cristo ai bambini, ai ragazzi e ai giovani occorrono i giovani e devi quasi far arrivare il messaggio evangelico in maniera indiretta altrimenti li perdi. Niente di più illogico: il divertimento, il gioco fine a se stesso lo possono trovare in ogni luogo e se lo possono scegliere ma Cristo non lo trovano dappertutto. Ora più di allora i bambini, i ragazzi e i giovani hanno bisogno di messaggi forti, chiari e diretti come quelli del Vangelo provenienti da innamorati (non importa l’età può essere tanto un giovane quanto un meno giovane o addirittura un anziano) che annuncino quanto è grande e coinvolgente Cristo, il vero giovane innamorato della vita e di ciascuno di loro. Prima Cristo e il gioco!

Grazie a mio marito (uno della comitiva dei ventenni) ho capito il valore della perseveranza e dell’andare alla preghiera anche quando non ne avevo voglia, e con i mie alti e bassi, oggi dopo 30 anni, cammino ancora nel sentiero della mia vita di fede e umana con il Rinnovamento Nello Spirito.

Il Rinnovamento ha rivoluzionato il mio modo di concepire Cristo. Da ragazza andavo semplicemente a messa perché avevo la chiesa vicina e mia madre ( lei ci andava solo in alcune occasioni) mi esortava: “La domenica vai a messa”. Per me che ero estremamente timida era in un certo senso l’unica occasione di uscita. Arrivavo sempre giusto qualche minuto prima che iniziasse la messa, mi mettevo in fondo alla chiesa e ascoltavo ben poco.

Gli incontri del mercoledì mi hanno aperto un mondo: Dio è divenuto per me un Dio vivo con cui interloquire durante tutta la giornata. La preghiera non è più la “recita” passiva di un Ave Maria, un Padre Nostro e simili ma ha acquistato la dimensione della quotidianità del vivere che diventa preghiera in ogni istante. E anche le preghiere dell’Ave Maria e del Padre Nostro hanno acquisito un altro valore. La messa domenicale è diventata il punto di riferimento da gustare attimo per attimo a partire da quella meravigliosa “Parola di Dio” capace di parlare a ciascuno la propria “lingua” e di dare delle risposte a ciò che stiamo vivendo in quel momento.

Nei tre anni più difficili della mia vita in cui ero mamma con bambini piccoli da accudire e hanno raggiunto la Casa del Padre mia madre, mio fratello e mio padre, sentivo sulla mia pelle i fratelli del mio gruppo che pregavano per me. Avevo una forza che non era la mia. Tutt’ora a pensarci mi viene la pelle d’oca! Quanto è importante il sostegno della preghiera dei fratelli in Cristo soprattutto nei momenti di difficoltà umana.

Il Rinnovamento mi ha insegnato a pregare e a invocare lo Spirito Santo prima di ogni servizio sia singolo che comunitario. Un coro del Rinnovamento lo riconosci perché sa arrivare al cuore. Ogni genere di incontro è preceduto da un momento in cui ci si mette in comunione proprio grazie alla preghiera e si invoca lo Spirito Santo. Il segno di croce si fa solo all’inizio e alla fine di tutto quasi a dire “Signore fermati in quest’ora insieme a noi”. E anche quando semplicemente mi chiedono di andare a leggere durante la messa non posso non mettermi in preghiera “Signore non sono degna e non sono capace di leggere la Tua Parola ma usa la mia voce per arrivare al cuore di tutti noi”. E anche quando dovevo collaborare per il catechismo ai bambini chiedevo allo Spirito Santo di aiutarmi e Lo invocavo anche per loro. E così in ogni servizio che mi chiamano a fare. Ho la piena consapevolezza che di mio e da sola non porterei niente di buono.

Ancora più bello e il mettersi a pregare insieme quando un servizio lo si deve fare in più persone come può essere il pastorale di servizio e/o il percorso di “Camminiamo con Gioia” (leggi) (leggi) ed ogni altra circostanza: quel pregare prima invocando lo Spirito Santo fa innanzitutto nascere una comunione umana e il frutto di quell’incontro non è mai l’idea di uno o di un altro ma è sempre qualcosa di diverso nuovo e che le abbraccia tutte. Quante volte sono rimasta stupita di quanto opera lo Spirito Santo quando lo si invoca.

Io non so se continuerò a camminare con il Rinnovamento fino alla fine solo Dio sa ma di sicuro moltissimo devo a questo cammino. Tutti i cammini di fede sono delle grandissime grazie perché aiutano a camminare e a crescere nell’amore a Cristo e verso i fratelli.

A chi fa un cammino di fede, qualunque esso sia (Azione Cattolica, Focolarini, Comunione Liberazione, Neocatecumenale e simili), consiglio la perseveranza: che cos’è in fondo un’ora a settimana per crescere nell’amore di Cristo e verso i fratelli?

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