Lodare il Signore sempre: una scuola di libertà interiore

|

Sto imparando, giorno dopo giorno, che lodare il Signore in ogni circostanza è molto più di un gesto liturgico o un momento della preghiera comunitaria a cui ogni sabato pomeriggio da circa 35 anni partecipo: è una vera e propria scuola di libertà interiore. Questo cammino lo sto vivendo grazie al Rinnovamento nello Spirito Santo, i cui gruppi sono spesso definiti come il popolo della lode. E non è un’etichetta casuale: la lode è il cuore pulsante di questa esperienza spirituale, il respiro che ci collega a Dio anche quando le parole mancano.

Durante il Convegno Regionale del Rinnovamento nello Spirito dell’Abruzzo, che si è tenuto a Montesilvano il 19 ottobre 2025, ho incontrato una sorella del gruppo di Cupello, una cittadina vicina alla nostra. Questa sorella mi ha raccontato quanto aveva ascoltato in un recente incontro formativo svoltosi in Abruzzo: una catechesi profonda sul valore della lode, anche nelle situazioni più difficili.

Mi ha colpito una frase che ha condiviso: “Dobbiamo imparare a lodare Dio anche quando le cose non vanno come vorremmo. Anche quando abbiamo a che fare con persone che ci mettono alla prova, che ci infastidiscono o ci fanno soffrire.” Lodare in quei momenti non è facile, a volte può addirittura sembrare umanamente impossibile. Eppure può stravolgere la nostra concezione del mondo. Se ci mettiamo in un atteggiamento di ascolto é un atto di fede che ci libera dal giudizio, dalla lamentela, dalla chiusura. È un modo per riconoscere che Dio è presente anche lì, anche in quella relazione complicata, anche in quella prova che non capiamo.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna che “la preghiera di lode è quella che riconosce immediatamente che Dio è Dio. Lo canta per se stesso, gli rende gloria non per ciò che fa, ma perché è” (CCC 2639). È una preghiera pura, disinteressata, che ci educa a guardare Dio con occhi nuovi.

Papa Francesco, in una catechesi del 13 gennaio 2021, ha detto che “la preghiera di lode ci rende fecondi. Lodare Dio ci apre alla speranza e ci distoglie dal ripiegamento su noi stessi.” E nella Evangelii gaudium ci ricorda che la gioia della fede nasce dalla gratitudine, dalla memoria grata di ciò che Dio è e fa.

San Tommaso d’Aquino, nella Summa Theologiae, afferma che “il canto e la lode a Dio elevano l’anima e purificano l’intelletto.” Lodare non è solo un’emozione, ma un atto razionale e spirituale che ci avvicina alla verità e ci trasforma.

Il Rinnovamento nello Spirito ci invita a un cambiamento radicale, a una conversione continua. E la lode è il primo passo. È come aprire una finestra in una stanza buia: non cambia subito tutto, ma lascia entrare la luce. Lodare Dio anche nelle relazioni difficili ci aiuta a trovare parole gentili, a vivere con consapevolezza, a non attaccarci al negativo. È una forma di preghiera che trasforma il cuore e ci rende più simili a Cristo.

Similar Posts