Francesco: “Il cuore vale più di tante medicine”

A volte cerco di immaginare che cos’è la nostra anima per Dio e in uno di questi frangenti, arriva un pensiero, un flash come se in un microscopico istante, fossi catapultata in uno di quei film di fantascienza fatta di pura e semplice fantasia in cui nel silenzio assoluto riesci a scorgere una probabile risposta: un mix di un universo incredibile pieno di stupore indescrivibile e di indefinibile bellezza potrebbe forse essere quanto Dio vede racchiuso dentro ogni essere umano.

Francesco Di Casoli è cresciuto in Azione Cattolica e proprio in questa realtà ha maturato il desiderio di rendersi prossimo di chi stava nella sofferenza. Dopo un’esperienza come volontario che di notte assisteva gli ammalati in ospedale, e assistendo i nonni malati, all’età di 23 anni ha maturato l’idea di iscriversi al corso da infermiere per far aiutare il prossimo in corsia: “Stare vicino anche con un semplice sorriso o una parola di conforto a chi soffriva faceva venir fuori il meglio di me”. Concluso il corso fa domanda per andare a lavorare al San Raffaele di Milano. “È stata un’esperienza davvero traumatica all’inizio perché mi sembrava una realtà più grande di quella a cui ero abituato”. Dopo un anno ho vinto il concorso a Chieti e nel 1987 ho ottenuto il trasferimento all’ospedale Vasto.

Lì, quando mi interfacciavo con gli allievi infermieri dicevo loro sempre: “Se cercherete di metterci davvero il cuore, questo lavoro sarà di sicuro molto meno faticoso””. Nel 1997 si creò l’occasione per lavorare al laboratorio di analisi del poliambulatorio di San Salvo, la città in cui viveva con mia moglie Antonella, e i nostri due figli Emanuele e Daniele.

A febbraio 2022 sono andato in pensione ma continuo a offrire il mio servizio da infermiere a chi non può muoversi da casa e ce n’è tanto bisogno. Chi ha potere decisionale dovrebbe cercare di avvicinarsi e immedesimarsi in chi ha davvero bisogno. Troppe volte chi è nella sofferenza si trova a combattere con tanta burocrazia.

Incontro tanta sofferenza e a volte davvero un sorriso, una parola di conforto può fare davvero molto. Il cuore a volte vale più di tante medicine“.

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