“La schiena faceva male, ma non potevo mancare alla processione”- Una testimonianza dalla processione alla Madonna delle Grazie

“Se ti dico che non mi sentivo bene… mi sono vestito alle 20:40. Stavo per uscire di casa e sono rientrato, titubante… poi sono uscito alle 21. Non me la sentivo di mancare, anche se la schiena fa male. Per fortuna ho fatto in tempo. È sempre emozionante partecipare. Ha un suo fascino la notte, la fiaccolata, i canti… e poi per me è particolare la Madonnina di Fatima con quei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia.”

Parole semplici ma profonde, che testimoniano quanto la devozione riesca a superare persino un grande dolore fisico, spinta da un senso di appartenenza e di amore verso Maria. Lo stesso testimone ha voluto ricordare un aneddoto che lo commuove profondamente:
Lucia, in tarda età, quando scrisse il suo ultimo libro, rivelò che lei e Francesco si promisero di sentirsi dopo la morte, e purtroppo Lucia non sentì più la voce di Francesco per tutti gli anni della sua lunga vita. Ogni volta penso a questa sofferenza dell’animo… povera Lucia e poveri quei bimbi che hanno tanto patito. Li tengo nel cuore.”

Lunedì 13 maggio, nel giorno delle apparizioni della Madonna a Fatima, la comunità di San Salvo si è ritrovata unita attorno alla figura della Madonna delle Grazie per una sentita processione notturna, dando ufficialmente il via ai festeggiamenti in suo onore.

Tra i tanti partecipanti, c’è chi ha voluto condividere la propria esperienza personale, rendendo ancora più toccante il racconto di questa serata speciale: Giampiero è il testimone che ha raccontato l’evento della processione non solo con queste parole che fanno bene al cuore ma anche con delle fotografie. Le foto sono degli scatti di Giampiero che anche con la sua passione per la fotografia annuncia la bellezza della Buona Novella.

Un momento di profonda spiritualità, che ha attraversato le vie della città con canti, preghiere e una fiaccolata suggestiva che ha illuminato i cuori prima ancora che le strade. È stata la manifestazione concreta di una fede radicata e viva, che trova nella figura di Maria una madre tenera e forte, concreta, presente e familiare.

Un pensiero che lega passato e presente, dolore e speranza, fede e amore. Perché la processione quando vissuta con fede è un percorso del cuore, un viaggio condiviso da una comunità che trova nella Madonna delle Grazie la propria madre spirituale, sempre pronta ad ascoltare, ad accogliere e a consolare.

La serata del 13 maggio a San Salvo è stata una dichiarazione di fede, un atto d’amore verso Maria, e un segno tangibile che, ancora oggi, c’è chi non rinuncia a camminare (anche simbolicamente con la processione) con Lei, anche tra le fatiche della vita.

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