Le meraviglie del Giovedì Santo 2019 a San Salvo

Cosa avranno pensato coloro a cui sono stati lavati i piedi durante la celebrazione del Giovedì Santo?

Nella mattina del venerdì santo si sente ancora il respiro, l’intensità e la profondità del Giovedì Santo. Sono ancora ore di adorazione e di silenzio nei luoghi dei “sepolcri”. Uno dei momenti più forti e anche più suggestivi del Giovedì Santo è stato senz’altro la “lavanda dei piedi” compiuta prendendo ad esempio quanto compiuto da Gesù e narrato nel vangelo di Giovanni al capitolo 13 “…si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli…”.

I tre parroci di San Salvo hanno scelto “discepoli diversi” a cui lavare i piedi. Don Mario Pagan, parroco della chiesa Resurrezione di Nostro Signore a San Salvo Marina, che nonostante la “benedetta” età di 84 anni, si è chinato a lavare i piedi ai bambini che si apprestano a ricevere la Prima Comunione quest’anno. Don Raimondo Artese ha lavato i piedi in due celebrazioni, la prima pomeridiana dedicata ai lupetti (bambini scout dagli 8 ai 10 anni) e ai bambini che si apprestano a ricevere la prima comunione. E in una seconda celebrazione serale presso la chiesa di san Giuseppe il sacerdote e alcuni educatori della parrocchia hanno lavato i piedi ai fedeli presenti nell’assemblea che acconsentivano a farseli lavare.

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Don Beniamino Di Renzo ha lavato i piedi ai diciassette giovani ministranti che usano servire all’altare.

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Nell’osservare coloro che si apprestavano a farsi lavare i piedi, e immaginandosi i discepoli di Gesù, veniva spontanea una domanda: quali saranno stati i loro pensieri nel momenti del prima, nell’ osservare quei gesti sui loro compagni di avventura, quando dovevano denudare i loro piedi, nel mentre qualcuno lavava loro i piedi e nel dopo. Nel vangelo viene descritto solo l’iniziale riluttanza di Pietro e dopo le parole di Gesù «Se non ti laverò, non avrai parte con me» il suo successivo consenso totale a lasciarsi lavare i piedi. In qualcuno di loro si poteva quasi scorgere lo sguardo di chi poteva pensare come Pietro, in altri stupore, altri ancora curiosità, in altri imbarazzo.

Diversi volontari in tutte e tre le parrocchie hanno adornato lo spazio destinato alla Reposizione della Santissima Eucarestia e coloro che abitano nei pressi della chiesa della Madonna delle Grazie e che si occupano solitamente della pulizia della stessa hanno voluto addobbarla in maniera diversa rispetto agli anni precedenti ponendo tutti i simboli tipici del Giovedì Santo: su un tavolino hanno posto il pane a simboleggiare la Santissima Eucarestia, il vino il Preziosissimo Sangue di Gesù; ai piedi dell’altare avevano poggiato un quadro raffigurante l’Ultima Cena di Gesù e in un altro angolo il catino e la brocca di latta con degli asciugamani a simboleggiare la lavanda dei piedi e una colomba per significare la discesa dello Spirito Santo.

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Nell’angolo della Reposizione della chiesa di San Nicola c’era un’immagine in cui Gesù era abbracciato da un angelo e faceva porre la domanda: cosa avrà vissuto Gesù tra il momento della morte e quello della Resurrezione? Viene da immaginare un universo di tenerezza e un profumo di infinito incredibile.

Dopo l’adorazione comunitaria prevista dal programma, molti ragazzi dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Nicola insieme al sacerdote hanno fatto il giro dei sepolcri e a un certo punto si sono ritrovati nella chiesa di San Giuseppe dove in quel frangente undici ragazzi scout stavano facendo la promessa per il loro ingresso al “Reparto”, branca Agesci che abbraccia i ragazzi dagli undici ai quindici anni.

È stato bello vedere in uno stesso luogo due bellissime realtà ecclesiali di giovani presenti a San Salvo, l’Azione Cattolica e l’Agesci, due distinte spiritualità che messe insieme hanno di sicuro un potenziale di evangelizzazione incredibile.

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