E’ venuta a mancare suor Maria Pia Giudici: i ricordi di alcuni sansalvesi

Da oltre 30 anni molti sansalvesi hanno scelto come meta di ritiro spirituale Subiaco presso la comunità di San Biagio dove il 20 febbraio è venuta a mancare suor maria Pia Giudici, grande figura carismatica.

Don Raimondo Artese:

“Per me è stata una grazia conoscerla.
Mi ha dato forza nel rinnovare ogni giorno il mio Si a colui a cui ho dedicato la vita.
Maria Pia, ora che sei la su prega anche per me perchè, il Signore, possa guidarmi nel fare sempre la sua volontà.
Un caro saluto. “

Luciano Ferrone è stato uno dei primi scopritori di questo posto.

Come e quando hai scoperto la comunità di San Biagio a Subiaco?

Era il 1979 e c’ero andato con degli amici perché cercavo un luogo di ritiro spirituale. All’epoca era una struttura molto piccola e spartana. Ma il posto era ed è davvero spettacolare. Era un antico eremo benedettino che veniva utilizzato da alcune suore salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice per i loro ritiri spirituali solo nei periodi estivi perché era privo di riscaldamento e acqua calda. Proprio in quegli anni suor Maria Pia Giudici (che era una di quelle suore che frequentava l’eremo) stava riscontrando che molti giovani erano alla ricerca di luoghi dove poter riflettere e trovare la propria strada. Ma questa tipologia di servizio non rientrava nella vocazione delle suore salesiane, e quindi chiese il permesso alla casa generalizia per avviare questa attività e trasformare l’eremo in una casa di preghiera e di accoglienza che aiutasse i giovani anche in questa nuova dimensione.  Suor Maria Pia fece pregare tantissimo per questa sua intenzione. Un giorno la madre superiora andò a visitare la casa e dopo di allora diedero il permesso a trasformare quel luogo in una casa di preghiera e di accoglienza. E così dal 15 settembre 1982 è stata ufficialmente eretta canonicamente la nuova casa S. Biagio di Subiaco. Man mano quella struttura è cresciuta da ogni punto di vista e con la semplice provvidenza. A chi veniva ospitato non è mai stato chiesto nessuna quota. Ognuno fa delle offerte secondo le proprie disponibilità. Quel minuscolo eremo senza luce e senza riscaldamento con annessa una piccola stalla è divenuta una vera e propria casa di preghiera e di accoglienza in grado di ospitare e aiutare chi si trova in una situazione di bisogno umano e spirituale. La “Casa” ha ospitato anche tantissime persone famose nella vita mondana.

In quante occasioni sei tornato e quando hai sentito l’esigenza di tornarci?

Sono tornato tantissime volte prima da single, poi con la mia fidanzata e poi da sposato con i miei figli. Suor Maria Pia ci ha seguito anche nel nostro percorso pre e post matrimoniale. Quando poi ho parlato di questo posto al mio amico Graziano Artese si è cominciata a spargere la voce anche qui a San Salvo e si sono cominciati a organizzare dei percorsi prenotati solo per noi. Nella foto che vedi c’è anche l’ostetrica Armida Nola. Ricordo una volta in particolare che stavo attraversando una situazione particolare e lei appena mi ha visto mi ha chiesto “Come va?”. Io risposi “Bene!”. Ma lei si accorse che non era vero, mi prese in disparte e riuscì a captare il mio disagio e ad aiutarmi. Un’altra volta sono tornato dopo un lungo periodo e lei subito mi è venuta vicina per salutarmi. È una suora con un carisma davvero particolare. Con i suoi occhi grigio celesti riesce a penetrarti nell’anima. Nei giorni in cui prenotiamo questi ritiri non c’è un secondo in cui ti annoi. Tutti partecipiamo alla vita comunitaria sia a livello pratico e sia nei vari momenti di preghiera.  In ogni ritiro sono previste delle esegesi bibliche tenute da suor Maria Pia che riesce a tenere alta l’attenzione per tutto il tempo soprattutto perchè è una donna di grande cultura e di una vivacità intellettuale davvero straordinaria. Quando torni da Subiaco torni davvero estasiato e pronto a ricominciare il cammino quotidiano con un’altra forza.

La testimonianza dei coniugi Liliana e Vincenzo Di Rito

Quando e perché siete andati per la prima volta a Subiaco?  

Degli amici ce l’avevano proposto qualche mese dopo la morte di nostro figlio Antonello. Ma quella volta declinammo l’invito. L’anno successivo ce lo riproposero e ci convinse una frase di un nostro carissimo amico, Eugenio Di Petta: “Suor Maria Pia ha 90 anni! Andiamo perché non sappiamo quanto tempo vivrà ancora!”. Suor Maria Pia Giudici è una suora che ha un dono di discernimento davvero particolare. E così, anche se con pochissima convinzione, accettammo questo invito.

Quali sono state le vostre prime impressioni?

Già sul pullman volevo scappare e mi chiedevo “ma chi me l’ha fatto fare a dire di sì. Questo sarà un posto in cui si prega soltanto e io non ne ho proprio voglia”. Il posto è qualcosa di davvero straordinario, un cucuzzolo su una montagna che sta letteralmente fuori dal mondo. Subito sono venute ad accoglierci le suore a braccia aperte. Abbiamo consumato insieme a loro la cena che avevano preparato per noi. Cose estremamente semplici ma di una bontà infinita. Dopo cena c’era un momento di preghiera e di lode in un gran salone. Io stavo malissimo, mi sentivo fuori luogo tanto che volevo solo scappare ma non lo feci per semplice vergogna. Man mano che si continuava a pregare vedevo però che cominciavo a stare meglio e quella mia rabbia si affievoliva. La mattina seguente dopo le lodi e la colazione, suor Maria Pia ci ha spezzato una parola del Vangelo.  Poi sono previsti dei momenti di condivisione di questa parola. In alcuni momenti di pausa mi ha avvicinata uno e mi ha detto l’unica cosa che mi poteva dire e che mi poteva consolare “Confida sempre nel Signore! È l’unico che ti può aiutare!”. (Liliana). Io cercavo qualcosa e non sapevo neanche io cosa e quando andai a salutarla lei mi sussurrò all’orecchio queste parole “in quei momenti in cui hai bisogno chiedi a Gesù aiutami tu!”.

Dopo siete tornati e se sì perché?

L’estate successiva siamo tornati da soli in coppia e poi quando abbiamo potuto ogni volta che si organizzava con il gruppo di San Salvo. Il dolore della perdita di nostro figlio resta, quello purtroppo nessuno lo può cancellare ma la consapevolezza di poter continuare a confidare nel Signore aiuta ad accettarlo e a vivere in maniera più serena. Subiaco ci ha aiutato tantissimo in questo percorso di vita e di coppia. Ogni volta che andiamo facciamo esperienze sempre nuove e torniamo a casa con un bagaglio umano e spirituale in più.

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