“Con” Cristo nella Gloria

Commento al Vangelo di don Nicola Florio

In questa seconda domenica di Quaresima siamo condotti sul monte della trasfigurazione per contemplare la bellezza di Cristo, bellezza che attrae e salva il mondo.L’evangelista Matteo colloca questo evento sei giorni dopo il primo annuncio della passione.Quell’annuncio aveva lasciato sgomenti gli apostoli, che certamente si aspettavano l’irruzione trionfale del Regno di Dio.

Da tre anni stavano seguendo il Signore Gesù, scommettendo su di Lui ogni loro attesa di futuro. Lo avevano sentito annunciare il Regno di Dio e avevano visto la forza di questa Parola irrompere nella vita di tanti; lo avevano visto compiere miracoli, segni della potenza di Dio che ci chiama alla pienezza della vita; avevano visto i demoni sottomettersi alla voce di Cristo.

Ma quell’annuncio della passione li aveva disorientati. Come potrà salvarci se verrà messo a morte? Perché questa scelta? Certamente queste e altre domande si saranno accavallate nella mente e nel cuore degli apostoli in quei sei giorni.

E Gesù, che conosce le nostre profondità, senza dir nulla, ne sceglie tre e li rende testimoni di qualcosa di meraviglioso: la sua trasfigurazione.

Un evento luminoso che dona la certezza della divinità di Cristo a chi aveva cominciato a dubitare della sua messianicità.Al sesto giorno fu creato l’uomo… dopo sei giorni il Signore si trasfigura: siamo alle prese con un annuncio di ri-creazione dell’uomo, chiamato ad accogliere quanto Paolo ci dice nella seconda lettura: “Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita” (2 Tim 1,10).Di fronte a questa bellezza, Pietro vorrebbe fermare la storia: ma la trasfigurazione è solo un annuncio della risurrezione. Sarà necessario scendere da quel monte per salirne un altro, il Golgota; sarà necessario passare attraverso la morte per giungere alla Risurrezione.

Forse per questo Cristo chiedo loro di “non parlare a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti” (Mt 17,9).

Quale significato per noi? Il volto trasfigurato di Cristo, splendente di bellezza, doveva aiutare i tre prescelti a sostenere lo scandalo della croce e soprattuto a contemplare il volto sfigurato del Cristo crocifisso.

È come se Cristo dicesse: quando vedrete il mio volto sfigurato, ricordatevi di questo volto trasfigurato.E allora abbiamo il compito di custodire in noi gli eventi di grazia che il Signore ci dona, perché questi ci sorreggano nei giorni tristi e in quelli della prova: questi giorni non saranno gli ultimi giorni della nostra vita, perché noi stiamo andando verso il giorno senza tramonto, quando l’umanità intera entrerà nella gloria dei figli di Dio.

E sarà gioia piena… e anche noi, come Pietro sul Tabor, diremo finalmente: “Signore, è bello per noi essere qui!” (Mt 17,4).E non scenderemo mai più da quel monte, perché quel monte sarà il Paradiso.

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». _(Mt 17, 1-9)_

Similar Posts