Il Santuario della Madonna delle Grazie di Monteodorisio è uno dei santuari più belli e affascinanti dell’Italia centrale. Quando vi si entra il blu che lo domina da quasi l’impressione di un cielo pieno di angeli che ti abbracciano e ti avvolgono. La chiesa risale al lontano 1000 ed era una cappella del tratturo per la Puglia dava rifugio ai pastori che vi transitavano e nel contempo li raccoglieva in preghiera. Nella stessa area, per volere del conte Pandolfo di Monteodorisio, fu poi eretto un monastero abitato da monaci Benedettini seguaci di San Pietro da Morrone poi Papa Celestino. Andati via i monaci verso il 1500, la Piccola Chiesa, ormai decadente, fu riedificata e dedicata alla Madonna delle Grazie. La statua attuale della Madonna è la medesima di allora, lignea raffigurata con il Bambino in braccio ed in particolare vestita con abito in panno ancora  perfettamente conservato. Nel 1866 durante un’attività di riparazione di un muro di una vecchia chiesa sgorgò dell’acqua. La tradizione popolare si racconta che che una giovane madre disperata della vicina Cupello riportò l’acqua alla sua bambina morente e questa dopo pochi giorni guarì. Dopo tale episodio altre persone ed anche animali furono ugualmente guariti bagnandosi o bevendo alla stessa fonte. Non si è mai interrotto il culto per La Madonna delle Grazie ed il Santuario si è sempre arricchito di straordinaria bellezza. Alcuni locali del vecchio  monastero sono oggi adibiti a Canonica ed in particolare uno a sala degli “ ex voto “, ed impressionanti sono le testimonianze di devozione in esso presenti. Uno degli ultimi voti risale al 2009 ed è posto nei pressi dell’uscita a destra dell’altare: un quadro nel cui vetro è conservata una lunga treccia di capelli che contorna una lettera, datata maggio 2009, di ringraziamento alla Madonna per aver salvato da morte sicura un bambino di sei anni investito da una macchina.

L’interno è a tre navate con volta a crociera. Dietro l’altare maggiore vi è un’abside con una nicchia con la statua della Madonna delle Grazie con sul capo una corona di dodici stelle. Il santuario presenta pregevoli affreschi inseriti in un’architettura svettante con splendide volte a crociera vi sono dei dipinti murali in stile liberty di Gaetano d’Agostino e Nicola Biondi, nonché una statua quattrocentesca di Sant’Antonio da Padova con il Bambin Gesù proveniente da uno dei monasteri distrutti di Monteodorisio. La facciata è tripartita, con il corpo centrale avanzato rispetto ai due corpi laterali minori, e presenta dei beccatelli sotto il cornicione. Consta di tre portoni con arco a tutto sesto, uno per ogni corpo, di cui il centrale è strombato. Sopra quest’ultimo portale vi è un rosone, anch’esso strombato, con intorno dei laterizi di diverso colore. I tre corpi della chiesa, così come il corpo dell’edificio conventuale, sono a bande di laterizio di diverso colore. Anche sotto il cornicione dell’edificio conventuale vi sono dei beccatelli.

Foto in copertina di Nicola Palma Ucci

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