“Riposatevi un po’”

(Commento al Vangelo di don Nicola Florio)

«In quel tempo gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”» (Mc 6,30-31)

È sempre bello riascoltare questa pagina del Vangelo. Immersi nella frenesia di ogni giorno, è salutare percepire l’attenzione di Gesù nei nostri confronti: Lui stesso si rende conto che abbiamo bisogno di riposo.

Gli apostoli sono di ritorno dalla prima missione affidata loro da Gesù. Appena lo rivedono, gli raccontano tutto; sembra di vederli: con il cuore in gola per l’emozione che provano ancora. Eh sì: ogni volta che siamo capaci di raccontarci quanto ci accade nella vita e di farlo alla presenza del Signore, non possiamo non notare l’opera di Dio nella nostra storia. E questo ci aiuta ricomprendere il senso della nostra vita all’interno del disegno di Dio.

Dopo averli ascoltati, il Signore svela un bisogno di cui forse gli Apostoli non sono ancora consapevoli: quello del riposo.

È sempre molto alto il rischio di trascurare noi stessi quando cominciamo ad occuparci degli altri: succede agli sposi quando diventano genitori, agli uomini e alle donne quando si consacrano a Dio, a chi abbraccia con entusiasmo un compito o una responsabilità. Mentre ci preoccupiamo di alimentare la vita di quanti ci sono stati affidati, corriamo il rischio di dimenticarci di provvedere al nutrimento necessario perché il nostro spirito non inaridisca. Il Signore Gesù conosce molto bene questa situazione: invita gli Apostoli a staccare la spina e proclama che il riposo non è un capriccio, né una pretesa, ma una sacra necessità per i nostri corpi e le nostre anime.

Certo, c’è riposo e riposo. C’è chi dedica questo tempo alla distrazione e al divertimento, spesso stressandosi ancora di più; e c’è chi lo vive nella totale inattività e solitudine, nel totale ozio. Ma spesso queste modalità di riposo non sono capaci di ristorare pienamente il nostro cuore.

Il Vangelo ci svela cosa può farci veramente riposare: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Tornare a Cristo, stare con il Signore, significa riscoprire la nostra vera identità, significa ritrovare il senso della vita in una relazione feconda con Lui che ci introduce nella pienezza e nell’eternità. E da qui deriva anche una pacificazione interiore che poi ci aiuterà a ritrovare i giusti equilibri nel rapporto con gli altri e con le cose.

Riposarsi in Cristo è un dovere cristiano; lo è perché ci ricorda che non siamo onnipotenti e che abbiamo bisogno di Dio per vivere al meglio la nostra vita; lo è perché, riprendendo poi la vita ordinaria, riusciremo a trattare meglio le persone. Un santo riposo ci rigenera e ci dona maggiore energia per la missione.

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