Reciprocità sacramentale tra famiglia e Chiesa

Rubrica a cura di Don Giovanni Boezzi delegato dai sacerdoti della Zona Pastorale di Vasto per la Famiglia

Carissimi, il terzo capitolo si conclude con il richiamo alla relazione di reciprocità che sussiste tra famiglia e Chiesa. La famiglia «piccola Chiesa», non solo è parte della grande Chiesa, ma rappresenta lo spazio privilegiato in cui, per mezzo di cui e grazie a cui «matura la prima esperienza ecclesiale della comunione tra persone, in cui si riflette, per grazia, il mistero della santa Trinità» (AL 86).

La famiglia sgorga dall’unità del Padre e del Figlio nello Spirito Santo e si modella su quell’unità, di cui riproduce i tratti tipici: nuzialità io/tu-noi, generatività, comunione. La Trinità rappresenta il principio e il paradigma del «noi» familiare. «Ci illuminano le parole di San Giovanni Paolo II: “Il nostro Dio, nel suo mistero più intimo, non è solitudine, bensì una famiglia, dato che ha in sé paternità, filiazione e l’essenza della famiglia che è l’amore. Quest’amore, nella famiglia divina, è lo Spirito Santo”. La famiglia non è dunque qualcosa di estraneo alla stessa essenza divina» (AL 11).

Riprendendo la relazione finale del sinodo del 2015, Papa Francesco rileva con forza come la relazione famiglia-Chiesa si presenti come una relazione di reciprocità inseparabile: l’una non può stare senza l’altra. «La Chiesa è famiglia di famiglie, costantemente arricchita dalla vita di tutte le Chiese domestiche. Pertanto, in virtù del sacramento del matrimonio, ogni famiglia diventa a tutti gli effetti un bene per la Chiesa. In questa prospettiva sarà certamente un dono prezioso, per l’oggi della Chiesa, considerare la reciprocità tra famiglia e Chiesa: la Chiesa è un bene per la famiglia, la famiglia è un bene per la Chiesa» (AL 87). La famiglia è un bene per la Chiesa non solo o non tanto come singola comunità familiare, ma come comunione di famiglie e la coinvolge in tutto il suo essere, come lascia intravedere il santo padre: «La custodia del dono sacramentale del Signore coinvolge non solo la singola famiglia, ma la stessa comunità cristiana» (AL 87).

L’amore vissuto nelle famiglie è una forza permanente per la vita della Chiesa e un invito a diventare una Chiesa «familiare», una famiglia dei figli di Dio. «Nella loro unione di amore gli sposi sperimentano la bellezza della paternità e della maternità; condividono i progetti e le fatiche, i desideri e le preoccupazioni; imparano la cura reciproca e il perdono vicendevole. In questo amore celebrano i loro momenti felici e si sostengono nei passaggi difficili della loro storia di vita. La bellezza del dono reciproco e gratuito, la gioia per la vita che nasce e la cura amorevole di tutti i membri, dai piccoli agli anziani, sono alcuni dei frutti che rendono unica e insostituibile la risposta alla vocazione della famiglia, tanto per la Chiesa quanto per l’intera società» (AL 88).

A sua volta la Chiesa è un bene per la comunità familiare nella misura in cui «collabora, con un’azione pastorale adeguata, affinché gli stessi genitori possano adempiere la loro missione educativa» (AL 85).

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