QUANDO DIO TI HA DELUSO? QUANDO E’ ARRIVATO IN RITARDO? TU CREDI?

(Don Gianmarco Medoro)

Siamo ormai all’ultima tappa del nostro percorso di riscoperta del Battesimo. La prima domenica abbiamo compreso, con il brano delle tentazioni, che per ricevere il Battesimo è necessario rinunciare al male. La seconda domenica con il brano della trasfigurazione, abbiamo visto nel volto di Gesù lo svelamento di luce di chi diviene figlio di Dio. Con le due domeniche precedenti abbiamo approfondito i primi due segni del Battesimo: l’acqua con il Vangelo della Samaritana e la luce con il racconto del Cieco Nato. Oggi, con la risurrezione di Lazzaro, siamo all’ultimo segno: la vita. Infatti quando al catecumeno viene chiesto “Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio?” egli risponde: “La vita eterna”. Per questo il settimo segno presente nel libro dei segni del Vangelo di Giovanni è il segno di Lazzaro. Questo Vangelo è una vera icona battesimale. Nei primi versetti viene descritta una strada da percorrere, un itinerario da vivere: da Betania a Betania. Lazzaro, con le sue sorelle è a Betania di Giudea. Ma la cosa curiosa è che stando al capitolo precedente Gesù si trova al di là del Giordano, nel luogo dove Giovanni battezzava che è una località che si chiama anch’essa Betania. Questo curioso dettaglio vuole farci comprendere che questo viaggio è un itinerario che va dal battesimo che Gesù ricevette dal Battista al battesimo che Lazzaro riceverà da Gesù: il battesimo che porta alla vita eterna. Vediamo perciò in tre momenti di questo racconto le tre tappe della liturgia battesimale. 1.“Credi? Credo” Prima di entrare nella vasca battesimale il catecumeno è interrogato sulla sua fede con le domande. Così si apre l’arrivo di Gesù a Betania. Attenzione però: Gesù è in ritardo. Era stato avvisato: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». Ma, ci dice il Vangelo, quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Se tu ami una persona e sai che quella persona sta male, corri subito. Fai di tutto per arrivare prima che non ci sia più nulla da fare. Eppure Gesù quando arriva? Dopo quattro giorni. Una credenza ebraica dice che per tre giorni l’anima del defunto è ancora intorno al corpo; al quarto giorno andrà via dal corpo. Gesù quando arriva? Quando non c’è più nulla da fare. Quando anche l’anima si stacca dal corpo. Quante volte sembra che Dio sia arrivato in ritardo nella tua vita? Quando volte lo hai chiamato ma lui è arrivato troppo tardi! Quanto è difficile vivere la fede quando Dio sta in silenzio, sembra assente e arriva quando non c’è più niente da fare. Marta e Maria lo dicono chiaramente a Gesù quando arriva troppo tardi: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù sembra quasi consolarla: «Tuo fratello risorgerà». E Marta risponderà con una fede di contenuto, con una risposta da catechismo da dieci e lode: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù però vuole che la fede di Marta passi dal contenuto all’esperienza viva della Sua Presenza: «Io sono la risurrezione e la vita.

Credi tu questo?». Gesù ci sta dicendo: “ok benissimo. Sui contenuti sei perfetta. Ma, ora che sono arrivato in ritardo e ti ho deluso, tu credi in me nonostante me? Credi in me nonostante sono arrivato in ritardo?” Marta ci stupisce con la sua risposta: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Ecco allora il primo passo per rinnovare il nostro Battesimo: rispondere alla domanda su una fede non di contenuti dottrinali, ma su una fede che è esperienza viva di Dio, una fede che passa per la notte della delusione e del ritardo. Passare dal sapere su Gesù al credere in Gesù!

QUANDO DIO TI HA DELUSO? QUANDO E’ ARRIVATO IN RITARDO? TU CREDI? 2.Uscire dal fonte Una volta risposto alle domande della fede il catecumeno entra nella vasca battesimale, si immerge. Ma è necessario che egli esca dalla Vasca. Non si può restare sommersi, non si può restare in apnea per sempre. Bisogna uscire dall’acqua per vivere una vita nuova. In questo Vangelo si parla di tre uscite: Marta esce dal Villaggio del dolore, Maria esce dalla casa del lutto, Lazzaro esce dal sepolcro della morte. Uscire è il senso del Battesimo: l’apnea, simbolo della morte, viene interrotta dal primo respiro del catecumeno che esce dalla vasca battesimale. Per te c’è un annuncio: se sei come Marta bloccato nel villaggio della sofferenza (Betania significa casa della sofferenza), se anche tu come Maria sei bloccata in casa dal piangerti addosso, se come Lazzaro sei dentro un sepolcro di morto OGGI SEI CHIAMATO AD USCIRE FUORI. “Lazzaro, vieni fuori!”. Sarebbe bello mettere il nostro nome. Tu che sei imprigionato in un sepolcro di morte, sofferenza, delusione, scoraggiamento, lutto sei chiamato ad uscire alla luce. Gesù ti chiama a uscire da quella vita che hai trasformato in un sepolcro. Non restare immobile, seduto sul pavimento della tua casa, trasformandola nel luogo del tuo lamento. Gesù ti chiama a uscire e a ritrovare la speranza.

DA QUALE SITUAZIONE DI MORTE SEI CHIAMATO AD USCIRE? 3.Crisma e veste Dopo il gesto battesimale dell’immersione il catecumeno viene unto con il Crisma, olio profumato ed è rivestito con la veste bianca. Mi colpisce la reazione di Marta al comando di Gesù di togliere la pietra: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Lei mette davanti quell’inesorabile ritardo. Lei si oppone perché quel corpo puzza. Marta siamo un pò noi tutti: non vogliamo far uscire dai nostri sepolcri le nostre schifezze, le nostre puzze. Preferiamo tenerle nel putrefaio delle nostre coscienza che farle uscire fuori. Ci diciamo: “Nasconditi perché se vieni fuori con le tue schifezze gli altri scappano; meglio tenerle dentro!”. E’ molto interessante vedere come inizia questo Vangelo; Giovanni infatti annota che Maria era quella che cosparse di profumo il Signore. Anticipa nel capitolo 11 ciò che avverrà nel capitolo 12. Al fetore della morte viene accostato il profumo della vita nuova. Sei chiamato a tornare a quell’unzione crismale ricevuta nel Battesimo per avere la felice consapevolezza che sei invitato a far uscire ciò che manda cattivo odore nella tua vita e portare così il profumo di Cristo. Ma non basta ricevere l’unzione: occorre indossare la veste bianca! Lazzaro esce fuori dal sepolcro legato dalle bende e avvolto dal sudario. Non può muoversi e non ci vede. Gesù ordina che qualcuno lo liberi: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Il segno della vita nuova è trovare delle relazioni che ci liberano dai lacci delle schiavitù, che ci aiutino ad indossare una veste nuova come il padrino aiuta il neofita ad indossare la veste battesimale. io si serve di mediazioni: chiede ad altri di sciogliere quei legami. Forse anche noi siamo chiamati ad accogliere queste mediazioni nella nostra vita o a diventare mediazione per altri, vivendo relazioni che ci liberano e non ci imprigionano.

COSA MANDA CATTIVO ODORE NELLA TUA VITA? 1.Credi nonostante tutto! 2.Esci fuori! 3.Sii libero\a! Buona domenica! ______________________________ Don Gianmarco Medoro

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