Novena di Pentecoste: ottavo giorno
Novena scritta da Santa Elena Guerra, la fondatrice della congregazione delle Suore Oblate dello Spirito Santo, domenica 20 ottobre 2024, viene canonizzata da Papa Francesco. Elena è una donna che non ebbe paura, coraggiosa, di cuore, legata alle figure dei Papi, scrive a Papa Leone XIII e lui le risponde.
L’ultimo invito all’orazione, l’ultimo soave comando che uscì dalla bocca, anzi dal Cuore del divino Maestro, fu quando disse ai Discepoli che pregando aspettassero tutti insieme il promesso Spirito Santo. Ascoltiamo anche noi quell’invito, obbediamo a quel comando ed entriamo tutti nel Nuovo Cenacolo.
Vi entrino i devoti del santissimo Cuore di Gesù, perché le fiamme diffuse in forma di lingue dal divin Paracleto nel Cenacolo, sono le fiamme stesse di quell’Eterno Amore, la cui sede più degna è l’ardente Cuore di Gesù.
Entrino in questo Nuovo Cenacolo i devoti della Passione, perché la venuta dello Spirito Santificatore sulla terra e nel cuore dei fedeli è appunto lo scopo ed il frutto della Passione e Morte del Salvatore.
Vi entrino i devoti di Maria, la quale, sovrappiena com’era di Spirito Santo, con le sue validissime preghiere, lo fece discendere più abbondantemente sopra gli Apostoli: consolantissimo Mistero, che si contempla anche nel Rosario, e che, è compimento e corona degli altri Misteri della Redenzione.
Volgi poi uno sguardo anche a quei Cristiani tiepidi e infingardi che, paghi del biasimare il male, nulla fanno per impedirlo.
Svegliali, o Divino Spirito, svegliaci tutti, e facci intendere che fra i nostri doveri v’è anche quello di procurare, per quanto possiamo la salvezza dei nostri fratelli con quei mezzi che la Provvidenza ci fornisce. A chi ha ricchezze fa intendere che son dono tuo, e che deve spenderne una parte in opere sante e caritatevoli. A chi ha ingegno fa intendere che non si può meglio adoperarlo che a condurre anime al Cielo. A chi ha autorità fa intendere che deve usarne per la dilatazione del Santo Regno di Dio sulla terra. A chi non ha nulla fa intendere, o Divino Spirito, che tutti abbiamo l’onnipotente mezzo della preghiera, col quale possiamo e dobbiamo far discendere dal Cielo non solo ogni bene, ma anche Te, o Divin Paracleto, fonte di tutti i beni, e così ottenere quel sospirato rinnovamento della terra, che umilmente e con piena fiducia imploriamo.
Oggi, mio Dio, intendo tenermi unito in spirito a Maria Vergine e ai santi Apostoli che nel Cenacolo invocavano tanto fervidamente il divino Spirito; e ad ogni palpito del cuor mio intendo ripetere ed offrirti tutte le preghiere che essi t’innalzarono nei dieci giorni in cui stettero uniti in quel santo luogo.
Signore esaudiscici; siamo figli tuoi e ti chiediamo lo Spirito Santo; te lo chiediamo nel Nome e per i meriti di Gesù; te lo chiediamo per noi e per tutti i redenti. Ricordati aver Gesù promesso che a chi lo domanda lo darà. Daccelo dunque, o Padre santo, mentre noi con la Chiesa ti ripetiamo:
V). Manda il tuo Spirito per una nuova creazione
R). E sarà rinnovato il mondo.
DONO DELLA PIETÀ
I. Il dono della Pietà che infonde lo Spirito Santo nelle anime è il distintivo dei figli di Dio. Esso consiste in un impulso soave e costante che induce dolcemente l’uomo a volere ed a fare il bene in segno di affetto filiale a Dio. Per mezzo della Pietà il Cristiano ama veramente e filialmente Dio, ed ama fraternamente il prossimo, perché immagine di Dio. Questo amore lo porta a servire Dio con diligenza e premura, e a sacrificarsi con piacere per il bene dei fratelli. Ma la Pietà abbraccia tutto ciò che a Dio in qualche modo appartiene, perciò si estende alla divina Madre Maria e le offre un culto di speciale venerazione, si estende ai Santi e li onora perché amici di Dio; si estende alle anime dei defunti e procura di suffragarle perché dilette a Dio, si estende ai peccatori, e ne implora il ravvedimento perché son figli di Dio, si estende alla Santa Chiesa e ne brama la prosperità e l’incremento perché è opera di Dio; si estende agli infedeli e ne sospira la conversione perché sono creature di Dio. Il Dono della Pietà rende benigni i potenti, rispettosi i soggetti, generosi i ricchi, pazienti i poveri; giova a tutti, giova sempre, ed imprime in tutte le azioni del Cristiano un suggello di Paradiso.
Tre Pater, Ave, Gloria
Dona Luce ai nostri sensi e nei cuori infondi amore, dà vigore al nostro corpo, Tu forza di chi soffre.
II. Oh, se questo fiore del Paracleto che è il dono della Pietà, spandesse il suo celeste profumo nel cuore e sulle opere di tutti i Cristiani! Ma invece, è rara al nostro tempo la vera pietà. Le si oppone il freddo operare per usanza di tanti e tanti che si credono buoni, le si oppone l’indolenza, la pigrizia e quella sonnolenza spirituale, che addormenta le anime, onde più non s’innalzano a Dio. Le si oppone quel pernicioso spirito di indifferenza che agghiaccia i cuori, e se non sempre impedisce al Cristiano di fare il bene, rende quel bene solo apparente e vuoto di merito. Infatti un’anima priva del dono della pietà si prostra forse innanzi la Maestà di Dio, ma non l’adora, dirà orazioni vocali, ma intanto non prega; sarà presente alla santa Messa, ma non si può dire che vi assista; andrà a confessarsi e comunicarsi, ma senza frutto. Sembra fare il bene e non lo fa, o piuttosto (ed è peggio) converte il bene in male. Senza il dono della Pietà il Cristiano non solo manca ai suoi doveri verso Dio, ma anche verso il prossimo, e vede senza compiangerli i mali altrui, ha per intollerabili gli altrui difetti, è occupato solo a soddisfare il suo amor proprio, si avvia a quell’abisso di mali che il dominante indifferentismo gli va scavando sotto i piedi.
Tre Pater, Ave, Gloria
Dona Luce ai nostri sensi e nei cuori infondi amore, dà vigore al nostro corpo, Tu forza di chi soffre.
ORAZIONE
Quello Spirito Divino che doveva rinnovare la faccia della terra fu dall’Incarnata Sapienza paragonato ad un fiume d’acqua viva che scaturisce dal seno dei veri credenti e risale fino al Cielo, indicando così il dono della Pietà che Tu, o Spirito Santo, ci avresti conferito. Volgi ora un propizio sguardo alle anime nostre, che per lunga freddezza e trascurataggine son divenute aride come terra senz’acqua, e degnati riparare a tanto nostro danno con l’infondere in noi quella Pietà che fa operare il bene, ma con fervore, con gioia e con perseveranza. Fa che d’ora in poi tutte le opere nostre vadano congiunte a devoti affetti, a pura intenzione, a verace carità: onde la vita nostra sia meritoria e utile ai nostri fratelli. Un’altra supplica ti rivolgiamo, o Eterno Amore, ed è per quei nostri fratelli, ai quali l’indifferentismo ha in certo modo strappato il cuore dal seno, onde più non sanno operare il bene, e ciò li travolge in un abisso di mali. Ma su questo abisso di mali, o divino Spirito, noi invochiamo l’abisso dell’infinita tua Carità, e se occorrono miracoli per salvarli, anche i miracoli noi attendiamo da te, o Eterno amore, che tanti ne hai già operati per la nostra redenzione.
Amen
Un Pater, Ave, Gloria
Vieni, o Spirito Creatore
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore. Amen.
