Dalla meccanica alla cattedra: l’intervista a Gianluca Chioditti, il docente che trasforma l’esperienza d’officina in una missione educativa

Certe storie professionali non iniziano per caso. Affondano le radici nell’infanzia, nei ricordi di famiglia, nei pomeriggi di studio e in una curiosità inarrestabile per il “saper fare”. È il percorso di Gianluca Chioditti, nato a Vasto nel 1975 e da sempre legato alla comunità di San Salvo. Dopo anni trascorsi come imprenditore metalmeccanico e formatore aziendale, oggi è docente tecnico-pratico di ruolo all’Istituto Omnicomprensivo “Salvo D’Acquisto” di San Salvo. Lo abbiamo incontrato per ripercorrere la sua storia, fatta di sacrifici, famiglia e una grande passione per la trasmissione del sapere.

Partiamo dalle origini. Che ricordi conserva della San Salvo della sua infanzia?

«Ho vissuto i primi anni in Via Leone Magno, poi a nove anni ci siamo trasferiti nel quartiere di Via Pio IX, che ha visto tutta la mia giovinezza fino al matrimonio. All’epoca quella zona era ben diversa da oggi: dove ora ci sono la piscina comunale, i campi da tennis e la pista di pattinaggio, c’erano solo distese di terreni coltivati ad uliveti e campagna. Ho visto nascere quel quartiere passo dopo passo. Ricordo perfettamente quando fu completata la pista di pattinaggio: ero già lì con i pattini nuovi ai piedi, pronto a sfrecciare per primo sul cemento fresco. È diventata subito il cuore pulsante delle nostre estati, un punto di ritrovo fondamentale per tutti i ragazzi del paese.»

In quegli anni di crescita c’è stato spazio anche per la musica. Quanto ha contato per lei?

«Tantissimo. Un giorno mio padre chiese a noi tre fratelli – Andrea, Vitale e me – chi volesse imparare a suonare la fisarmonica. Mi feci avanti subito con decisione. Fui affidato al maestro Giuseppe Piccirilli e trascorrevo le giornate alternando i compiti scolastici allo studio della musica. La fisarmonica animava le occasioni di ritrovo con gli amici di famiglia, dove ci si riuniva per cantare e raccontare storie. Mi ha insegnato la disciplina quotidiana e il metodo, doti che mi sono servite per tutta la vita.»

Come si è sviluppato il suo percorso di studi e l’ingresso nel mondo del lavoro?

«Ho iniziato alla scuola elementare Sant’Antonio, di cui ricordo con affetto le maestre Pesaresi e Cristina Di Paolo. Poi la scelta del professionale IPSIA a San Salvo, un percorso affrontato con impegno e coronato da una borsa di studio per il merito scolastico. Dopo il servizio di leva nella Marina Militare tra Taranto, Ancona e Sant’Anna di Chioggia, sono entrato subito nel mondo del lavoro. Ho fatto le mie prime esperienze in officine locali come la Breccia e la Istonio Affilatura, per poi passare al lavoro sui torni a CNC da Emmepi.»

Nel 2001 la svolta imprenditoriale con la MDP Chioditti Snc. Che avventura è stata?

«È stata una scelta di grande coraggio, partendo da zero e con il peso delle cambiali: ben 300 milioni di vecchie lire, che abbiamo onorato una ad una con enormi sacrifici e dedizione totale. In azienda ricoprivo un ruolo polivalente, dalla gestione amministrativa all’uso di macchine tradizionali e CNC con vari controlli numerici (Z32, Anilam, Heidenhain, Fanuc), fino al controllo qualità. Negli anni l’officina è cresciuta, abbiamo investito in nuovi macchinari e siamo diventati un punto di riferimento nella produzione di pezzi meccanici conto terzi per realtà come Pilkington, Denso e Fameccanica, oltre a diverse aziende del Nord Italia, basando tutto sulla massima precisione e sulla puntualità.»

Durante gli anni dell’azienda si è consolidata anche la sua vita familiare…

«Sì, il 24 aprile 2004 mi sono sposato con Rossana De Francesco, il giorno più bello della mia vita privata. Dalla nostra unione sono nati due figli, Gioele nel 2005 e Greta nel 2009. Oggi siamo una squadra davvero affiatata: Gioele sta proseguendo con successo gli studi universitari in Economia e Gestione delle Imprese all’Aquila, mentre Greta frequenta il quarto anno del liceo scientifico. Hanno ereditato la determinazione e la voglia di fare.»

Quando è scoccata la scintilla per l’insegnamento?

«Proprio tra i banchi di quell’officina. Di tanto in tanto arrivavano da noi i ragazzi delle scuole per fare i primi stage formativi. Guardando nei loro occhi la curiosità e la voglia di capire come mettere le mani sulle cose, si è acceso in me il desiderio profondo di trasmettere ciò che avevo imparato. Successivamente, dopo la chiusura dell’esperienza imprenditoriale, ho lavorato come programmatore e manutentore in grandi realtà (Teodoro Impianti, SEVEL col programma WCM) e ho iniziato a fare il docente e formatore nei corsi ITS di Lanciano, alla Scuola Lavoro di Termoli e in grandi aziende come Honeywell Garrett, San Marco in Val di Sangro e Pierburg. Quella intuizione si stava trasformando nella mia vera strada.»

Come è arrivato il ruolo nella scuola pubblica?

«Il cammino è iniziato nell’anno scolastico 2017-2018, prima come docente di sostegno alla scuola “U. Pomilio” di Chieti, poi come precario ITP nelle scuole superiori. La svolta c’è stata con il superamento del concorso pubblico (sessione 2022/2023), che mi ha portato all’IIS “Ettore Majorana” di Avezzano, un ambiente straordinario sul piano umano dove ho lavorato molto sui progetti di inclusione, orientamento e come tutor per la programmazione CNC. Infine, nell’anno scolastico 2025-2026, si è chiuso il cerchio: grazie al trasferimento sono rientrato a casa, all’Istituto Omnicomprensivo “Salvo D’Acquisto” di San Salvo, dove avevo già lavorato da precario per tre anni e dove oggi svolgo a tutti gli effetti il ruolo di docente tecnico-pratico.»

Qual è oggi la sua missione e quali sono le sfide per il futuro?

«Oggi il mio rapporto non è più con il ferro o con l’acciaio, ma con i ragazzi. Trasmettere a loro il mio sapere è la realizzazione di un sogno. Guardando avanti, la testa è piena di progetti. La nuova grande sfida è l’attivazione della filiera 4+2: un percorso innovativo che permette agli studenti di conseguire il diploma in quattro anni per poi specializzarsi nei due successivi. Questo indirizzo, incentrato sulla preparazione meccanica ed elettrica, è il vero fiore all’occhiello dell’Omnicomprensivo “Salvo D’Acquisto” e rappresenta la risposta più concreta alle reali esigenze di formazione e crescita richieste dalle aziende del nostro territorio.»

Un ponte tra esperienza e futuro

La storia di Gianluca Chioditti racconta il valore della competenza costruita sul campo, dell’imprenditoria nata dal sacrificio e della capacità di reinventarsi senza mai perdere il legame con le proprie radici. Dall’officina all’aula scolastica, il filo conduttore è rimasto sempre lo stesso: la volontà di costruire, formare e lasciare un’eredità di conoscenze alle nuove generazioni. Una missione che oggi continua ogni giorno tra i laboratori e le classi dell’Omnicomprensivo “Salvo D’Acquisto”, dove il sapere tecnico incontra il futuro dei giovani.

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