Comunque il seme cresce

Terza settimana del Tempo Ordinario – Mercoledì

S. Angela Merici, vergine – MEMORIA FACOLTATIVA

Commento al Vangelo di Marco 4,1-20

A cura di Don Giovanni Boezzi

Carissimi, questa pagina dovrebbe essere affiancata ai brani conclusivi dei capitoli secondo e quarto degli Atti, che parlano della prima comunità cristiana. Perché essa non prospetta semplicemente possibilità, ostacoli o tentazioni in cui incappa chi diviene discepolo della parola, ma redige l’esperienza di chi lotta con i propri peccati, con i limiti personali e le difficoltà esterne, avvertendo però che si fa strada la salvezza, dono della fedeltà di Dio.

Perciò vi è qui forse un fascino maggiore che non nelle pagine degli Atti, fin troppo idilliche e decantate. È la onesta confessione di chi crede – comunità e singolo -, e vede la parola insperatamente vincente su tutti gli ostacoli. Perciò discorso accattivante, evangelicamente ottimista e rassicurante, di una comunità non meno difettosa di noi, ma certo più coraggiosa!

Confessa, di fatto, il problema delle opposizioni esterne e delle persecuzioni; senza farsene motivo di grande rammarico: la prospettiva della sofferenza, dello scacco, dell’odio del mondo è già messa in conto. Confessa piuttosto le difficoltà interne: c’è l’incostanza, la superficialità e l’opportunismo; emerge già il nemico strangolatore della ricchezza e della voglia di potere…Ma alla fine conta poi moltissimo tutto ciò?

In una prospettiva di applicazione, è l’atteggiamento di fondo, la convinzione-base, più che non le varie circostanze, a sollecitare comunità e credenti di oggi a interrogarsi in vista della conversione.

Allora, forse, occorre smettere di elencare situazioni disperate, deprecare o autocommiserarsi. È necessario, invece, affermare con i fatti e con la vita la fede nell’efficacia della parola; operare realistiche e sincere analisi delle situazioni in cui viviamo – accettando ogni contributo a chiarire, a smascherare, da qualunque parte ci venga -; occorrono convinte autocritiche circa superficialità, incoerenze, circa tendenze mai sopite ad essere incauti tributari di ideologie di potere, di affermazione…

Con molta onestà, perché con fiducia: la parola infatti porta frutto.

(Silvano Fausti, Una comunità legge il Vangelo di Marco, EDB 2017)

Oggi prego con il Salmo 109.

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Dal Vangelo secondo Marco (4,1-20)

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

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