Cinquant’anni di matrimonio: la festa dei Pachioli e il dono di una vita condivisa

SAN SALVO -Venerdì 24 luglio 2026 nella chiesa di San Giuseppe, Pachioli Domenico Guido e Lapezzata Anna Maria hanno celebrato una vocazione vissuta: 50 anni di matrimonio. A benedirli c’è stato il parroco don Raimondo Artese.

Mezzo secolo di giorni condivisi, di mani intrecciate, di tempeste attraversate e di albe ritrovate. Una storia che non si racconta con le statistiche, ma con gli sguardi, con la fedeltà quotidiana, con quella tenacia che con l’aiuto del buon Dio solo l’amore sa generare. È il continuare a scegliersi e accogliersi ogni giorno nonostante tutto.

Un augurio che diventa testimonianza

A questa coppia va un augurio speciale: che la loro luce continui a brillare, non solo per loro, ma anche per tutti coloro che incontrano nel loro cammino. Perché oggi, mentre il mondo corre veloce e spesso dimentica la bellezza delle promesse, loro ci ricordano che l’amore non è un sentimento da consumare, ma una casa da costruire.

Il loro anniversario non è solo una festa privata: è un messaggio pubblico, un invito, una provocazione buona rivolta ai giovani, alle coppie che iniziano, a chi sogna una famiglia ma teme di non farcela.

Il matrimonio non è un salto nel vuoto. È un cammino. E la storia dei Pachioli lo dimostra.

  • Scegliere davvero — Non per caso, non per solitudine, non per fretta. Scegliere qualcuno che si vuole amare anche quando non è facile.
  • Desiderare la famiglia — Non come obbligo sociale, ma come progetto di vita, come luogo dove si cresce insieme.
  • Curare la relazione — Ogni giorno, con gesti piccoli: ascolto, pazienza, perdono, presenza.
  • Imparare a litigare bene — Perché il problema non è il conflitto, ma il modo in cui lo si attraversa.
  • Tenere viva la tenerezza — Anche dopo anni, anche quando la routine sembra spegnere tutto.

Cinquant’anni di matrimonio non si improvvisano: si costruiscono. Con la volontà di restare, con la capacità di cambiare insieme, con la fiducia che anche nei giorni più difficili c’è una strada che porta avanti.

La festa dei Pachioli è un faro acceso in un tempo che spesso ha paura della promessa “per sempre, finchè morte non ci separi”. È la prova che l’amore può durare, che il matrimonio può essere una vocazione felice, che la famiglia può diventare un luogo di libertà e di bellezza.

A loro va il nostro grazie: per ciò che hanno vissuto, per ciò che hanno custodito, per ciò che testimoniano senza bisogno di grandi discorsi.

E ai giovani va un invito: non abbiate paura di amare per sempre. Perché il “per sempre” non è un rischio: è un dono.

Similar Posts