“Volesse il cielo, che l’occhio che tutto vede, vedesse anche se stesso!”

(Commento al Vangelo di don Erminio Di Paolo)

La domenica odierna ci porta nel cuore il testo di Luca 6,39-45.

La parte introduttiva del discorso presenta un carattere marcatamente profetico. Il Messia profetico, pieno dell’unzione dello Spirito, annuncia il lieto evento ai poveri e pronuncia guai contro i ricchi. Egli proclama un radicale comandamento di amore quale norma per il nuovo popolo di Dio. E conclude dichiarando che il criterio a fronte del quale verranno giudicati i rapporti umani è la misericordia di Dio mostrata a tutti.

Oggi l’evangelista ci dice che i cristiani devono essere misericordiosi così come Dio è misericordioso, ci presenta l’ “imitazione di Dio” come una risposta all’iniziativa svolta da Dio nella storia e ravvivata dalla convinzione che Dio tiene conto della libertà dell’uomo. Così, il comando di non giudicare e non condannare non è basato sull’eccellenza del carattere o su una valutazione prudenziale delle conseguenze.

Il guaio del condannare gli altri non è che poi a loro volta essi condannano noi, ma piuttosto che sarà Dio che ci condanna. Analogamente, il dare e il perdonare saranno ricompensati dalla generosità di Dio. La proposta maggiormente stimolante è che Dio usa come criterio per valutare gli uomini lo stesso metro che essi usano nei loro rapporti reciproci.

Oggi ci aiuta sant’Antonio di Padova! Nel Sermone sulla Domenica IV dopo Pentecoste scrive: ” L’ ipocrita è colui che ha l’occhio  perfidamente aperto per vedere i delitti altrui, e non vede la sua presunzione. Dice infatti il poeta: Se tu, o cisposo, vedi i tuoi vizi con occhi appannati, come mai vedi così acutamente i vizi, i difetti degli amici? (Orazio). Volesse il cielo, che l’occhio che tutto vede, vedesse anche se stesso! … “Le primizie dello Spirito sono la contrizione e l’amarezza per i peccati, che per prima cosa devono essere offerte al Signore. I santi che le hanno, non guardano la trave nell’occhio altrui, non giudicano nessuno, non condannano nessuno, ma gemono e sospirano dentro se stessi nell’amarezza della loro anima, aspettando l’adozione, vale a dire l’immortalità del corpo”.

Tendi anche tu alla santità! E come ci dice l’artista in musica: “Ovunque sarai, ovunque sarò. In ogni gesto io ti cercherò”…Accogli e cerca il fratello, icona di Gesù!

Buona domenica! 

don Erminio Di Paolo

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