Vivi e liberi

IV° settimana di Quaresima – Mercoledì

Commento al Vangelo di Giovanni 5,17-30

A cura di Don Giovanni Boezzi

La rivelazione del Figlio ci rende vivi e liberi. Lui, l’unico interprete visibile del Dio invisibile, ci manifesta con opere e parole il giudizio di Dio: egli è Padre amante e noi figli amati. La sua legge è per la vita, i suoi divieti contro la morte. In Gesù ritroviamo la nostra casa, che è quella del Padre. Accettare lui è guarire da una esistenza votata alla morte e avere la vita che ci spetta come figli. Opporsi a lui, è opporsi a sé, perdendo la propria identità. La nostra esistenza, qui e ora, è il momento della decisione: la vita e la morte sono nelle nostre mani. Non è Dio a compiere il giudizio: siamo noi a «giudicare» Dio. Il nostro giudizio negativo su di lui sarà la nostra condanna, che lui stesso porterà sulla croce, dove ci rivelerà il «suo» giudizio, che sarà la nostra salvezza. Gesù non è un altro Dio o un uomo blasfemo: è il Dio «altro», il Figlio del Padre, che ci comunica la verità di Dio come Padre e la nostra come suoi figli. La Chiesa a sua volta accoglie e ama il Figlio. La sua legge è la libertà di chi è amato: è l’amore stesso tra Padre e Figlio. Questo è già ora «vita eterna», caparra di una vita sempre più piena.

Oggi prego con il Salmo 144.

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Dal Vangelo secondo Giovanni (5,17-30)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

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