Stefania e Luigi, due cuori su un palco

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La “passione” è ciò che anima e caratterizza la vita delle persone che riescono a viverla ed individuarla in relazione alla propria esistenza. Nella maggior parte dei casi la si vive in maniera personale per poi condividerla con gli altri. Ma quando questa passione diventa il motore dell’incontro con l’anima gemella, accadono delle cose straordinariamente belle.

È questa la storia di Stefania Pascali e Luigi Cilli, un uomo e una donna che, cresciuti in contesti geografici e socio-culturali completamente diversi, si sono incontrati e innamorati grazie alla loro grande passione per il teatro. Oggi sono una coppia sposata con un figlio e un altro in arrivo, che, dopo aver girato un po’ il mondo, ha scelto coraggiosamente di vivere e far apprezzare la bellezza e il valore del teatro, non in una grande città ma in una piccola cittadina di 20.000 abitanti, San Salvo. Il teatro non è solo espressione artistica e occasione di svago ma è anche una tecnica educativa molto utile ai bambini e ai ragazzi per farli crescere in autostima, superare timidezze e a essere più sciolti nelle interrogazioni scolastiche; e agli adulti e ai manager in particolare, per acquisire o affinare l’arte del parlare in pubblico e a saper gestire e valorizzare i gruppi.

STEFANIA

Stefania, ultima di 3 figli, è nata il 19 luglio del 1982 a Catanzaro. Sin dalla più tenera età aveva la passione per il teatro. La mamma le voleva far fare danza ma lei in maniera molto decisa, seppur non aveva ancora compiuto i sei anni, si oppose: “No, mamma! Io non voglio il tutù ma voglio imparare a parlare”. E così ha cominciato a seguire un corso di dizione con una grande compagnia teatrale della sua città, quella di “Nino Gemelli”. Ci si divertiva tantissimo ed era diventata per lei una seconda famiglia. Il suo papà, seppur direttore di banca, era orgoglioso di questa figlia anche perché lui stesso aveva una grande passione e propensione per la musica e per il teatro. Una rappresentazione di quel periodo che Stefania porta ancora nel cuore è quella di quando ha interpretato la figlia di un netturbino che era rimasto vedovo e indossava un cappello dove erano incise le lettere “N.U”. A un certo punto della commedia questa bambina dice al papà: sai cosa significa “N.U”? “n’omo unico” ossia un uomo unico.” Il papà di Stefania piangeva commosso per quella recitazione e Nino Gemelli le aveva detto che era stata “superba”, termine che la piccola attrice aveva inteso nell’accezione negativa. Fino ai dodici anni rimane con Nino Gemelli a 14 decide di entrare a far parte della SDT scuola di teatro di Salvatore Emilio Corea. Con lui partecipa a diversi spettacoli e continua a farsi le ossa fin quando, dopo il liceo, decide di tentare un’impresa…provare ad entrare in  un’Accademia importante a livello nazionale. Ad aiutarla è la maestra Silvia Luzzi grazie a lei, Stefania entra nella rosa di quelle 4 donne scelte per far parte della scuola del teatro stabile di Genova. In seguito partecipa con Salvatore Emilio Corea a diversi spettacoli ed entra a far parte di edizione straordinaria e della compagnia del teatro di Mü. Stefania ha continuato questo percorso teatrale anche in seguito ed in contemporanea con il liceo classico e i primi anni dell’Accademia di Genova. Su 500 aspiranti hanno superato la selezione solo 4 donne e 7 uomini. Dopo l’Accademia ha cominciato a girare nelle grandi città, come Milano, Roma, Venezia e New York e a recitare anche con persone illustri come Mariangela Melato e Ugo Pagliai.

LUIGI

Luigi è originario di San Salvo ed è nato il 4 novembre del 1981. Dopo un percorso di studi tecnici tra Vasto e San Salvo, si è iscritto alla facoltà di architettura di Roma. All’epoca c’era ancora ‘obbligo del servizio civile e quando ancora mancavano pochi esami alla laurea ha intrapreso questo percorso in un ente che gestiva gli affitti di locali. Uno di questi era stato preso da un impresario teatrale, Guido D’Avino che stava provando la rappresentazione “Tanto rumore per nulla” di Shakespeare. Gli mancava il personaggio di “Crescione” e lo propose a Luigi. “Ero perfetto in quella parte. Non avevo bisogno di recitare perché ero semplicemente me stesso, comico, un po’ burlone e apparentemente imbranato. Quel mio personaggio ebbe un grande successo. Da lì in poi cominciai ad appassionarmi al teatro anche perché per D’Avino ero diventato una sorta di figlioccio e ci teneva tantissimo a me. Fu lui che mi preparò per la selezione dell’Accademia di Bologna. Su 800 aspiranti, presero 7 maschi e 8 femmine. L’impostazione dell’accademia ti portava ad acquisire anche le tecniche di regia, aspetto per il quale scoprii presto di avere un dono spiccato. Finiti gli studi cominciai a girare l’Italia e a lavorare nel campo del teatro. Ho anche seguito un tour con la Mulino Bianco ”.

L’INCONTRO

Luigi e Stefania si incontrano a Milano perché avevano partecipato alla selezione dello stesso spettacolo. Dopo di allora cominciano a incrociarsi sempre più spesso e seppur in diverse occasioni e in diversi luoghi. Un giorno Stefania aveva scritto un monologo “Adesso” e aveva chiamato Luigi per farsi dare una mano nella regia. Lo portano in scena a piazza di Spagna a Roma. Da lì tra i due comincia a nascere qualcosa di più di un semplice rapporto di lavoro e il 5 ottobre del 2013 si sposano. In seguito decidono di voler dare una stabilità alla famiglia che si stavano costruendo e, con grande audacia, Luigi propone San Salvo. Stefania, seppur con qualche remora, accetta e insieme hanno avviato la loro compagnia teatrale “Crea-tività”. “Io senza di lei e lei senza di me non siamo niente. Nella nostra passione ci completiamo perché Stefania è autrice e attrice e in me vince l’anima del regista. Quando una cosa è bella, è bella e resta tale a New York, a Milano e anche a San Salvo!”

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