“Sforzatevi di entrare per la porta stretta”!
Commento al Vangelo di don Enzo Falasca
“Sforzatevi”: non è una parola simpatica perché a nessuno piace fare sforzi. Non è una cosa che ci viene naturale. Eppure è una di quelle parole che se nessuno ce la dice vuol dire che intorno a noi nessuno ci vuole veramente bene. Al contrario, solo chi ha il coraggio di chiederci sforzi ci mette nelle condizioni migliori per una vita piena, bella ed evolutiva.
Sano e santo è il genitore che dice al figlio: “Sforzati!”, perché sa che così diventerà davvero grande; sano e santo è il professore che dice agli alunni: “Sforzatevi”, perché sa che di fronte ha dei capolavori da scolpire; sano e santo è l’allenatore che chiede “sforzi” agli atleti perché così insegna loro il segreto della vittoria; sano e santo è il sacerdote che chiede “sforzo” alla comunità perchè sa che per realizzare i sogni di Dio bisogna svegliarsi e camminare insieme. Sano e santo è Gesù quando dice: “Sforzatevi!” perché nessuno più di lui vede di me e te il prodigio che siamo agli occhi del Padre.
E per questo Gesù, chiedendoci “di più”, ci dà di più. È Lui che per primo si “sforza” di entrare per la porta stretta della mia vita, delle mie piccolezze. È li che si fa piccolo per noi, perché diventiamo grandi per lui.
È Gesù che ha chiesto al pane e al vino di “sforzarsi” e questi obbediscono per essere “cibo e bevanda di salvezza”. Signore, sono pochi quelli che si salvano?
