Scegliere chi amare…

V settimana di Pasqua – Venerdì

Commento al Vangelo – Gv 15, 12-17

A cura di don Giovanni Boezzi

Si fa presto a dire amore! Questo simpatico spezzone è preso dal film di Woody Allen “Amore e guerra” ed è una acuta parodia sui labirinti inestricabili dell’amore dove ogni riflessione cede alla confusione del relativismo. In realtà il problema non è tanto fare teorie sull’amore, come abbiamo già spiegato in precedenti Vangeli, ma scegliere di amare qualcuno. Se non ho nessuno da amare di fatto non amo. Ora la questione rimane allora chi amare. Sant’Agostino diceva che l’amore cristiano è un amore ordinato. Sì, Sant’Agostino è lo stesso che ha scritto “Ama e fa quel che vuoi”, ma questo detto vien dopo l’altro cioè “Fai quel che vuoi se prima avrai fatto ordine nell’amare”. Gesù nel Vangelo pone una scala ordinatrice. Dice: Non vi chiamo più servi, ma amici. Il servo non conosce ciò che fa il padrone: è ignorante, quindi non sa amare perché di fatto non conosce Colui che ama. Ecco Gesù allora ci fa diventare amici del padrone. San Francesco d’Assisi agli inizi della vocazione vien fermato da una voce potente mentre andava a cercar gloria nella cavalleria: “Francesco chi vuoi servire il servo o il padrone?” Scegliere Dio equivale a cominciare ad amare e lo stesso si può dire del contrario. Chi ama ordinando il suo amore cominciando dai più poveri, dai più piccoli, dai più fragili, ecco costui certamente sentirà riecheggiare quella citazione di Osea: “E avverrà in quel giorno – oracolo del Signore – mi chiamerai: Marito mio, e non mi chiamerai più: Mio padrone”.

Oggi prego con il salmo 56.

_________________________________________________________________________________________________________________

Dal vangelo secondo Giovanni (15, 12-17)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error

Ti piace l'articolo? Condividilo sui tuoi social :)

Resta aggiornato
Facebook0
Youtube20