Premiati per il senso comunitario

(Stefania Ciocca)

Se penso solo a qualche tempo fa. Sulla mia pelle ho imparato che la storia racconta angoli che rimarranno incompresi, racchiusi in una parentesi, che mai avresti voluto aprire e che pur se chiusa, rimane scritta nella frase. Ma le stagioni passano e ” ogni cosa alla sua stagione “.

Poche volte ho usato nome e penna su un social per parlare della mia parrocchia, e per alcune ho sofferto non poco, ma oggi mi muove la Letizia, una letizia orgogliosa che mi ha riempito il cuore. Premiati per senso comunitario. Dietro degli stand di un Prodotto Topico c’erano i volti di quella che per me è una casa piena di voci e volti di ogni età. Una casa in cui sono entrata quando avevo solo sei anni e perché due giovani del quartiere chiesero a mia madre professoressa di portarmi con loro in Acr.

Alla parrocchia di San Nicola devo la Fede, l’Amore per quel Padre Nostro Misericordioso che sempre riaccoglie, le amicizie fraterne, il gusto per la lettura e della cultura, l’impegno verso gli ultimi, verso gli scartati, la mia vocazione di sposa e madre. Praticamente la mia storia. E se a 46 anni torno ad emozionarmi quando si parla di lei, della mia comunità è perché non è un caso se quando ho dovuto raccontare ad un’amica morente il Paradiso ho pensato alle sere d’estate sui gradini di una chiesa.
E su quei gradini in ricostruzione in questa estate così diversa dalle altre, tra le mani di un giovane sacerdote vedo e credo ripetersi il Miracolo dell’Eucarestia che unisce in un attimo tempo ed eterno. Nessuna immagine puo’ essere per me più bella, forse solo sotto il Cristo Risorto dalle braccia aperte, oggi dentro una chiesa cantiere, mi sono sentita così. Parte di un Mistero d’Amore.

In questi momenti ci siamo tutti e nessuno manca. Nessuno manca in questa meraviglia di estate, perché con Lui tutto è meraviglioso parola mia che non sempre ci ho creduto davvero. Meravigliosi i bimbi che sono tornati a giocare sul sagrato, e i loro educatori che mai hanno smesso di farsi vicini anche se distanti. Meravigliosi i volontari di Gerico che nel silenzio continuano a farsi prossimo per chi è ancora nel bisogno. Meravigliose le voci che con coraggio si sono alzate a raccontare che dietro ogni uomo c’è una storia che cerca accoglienza a prescindere e non hanno paura di ricordare alla città che anche Gesù fu rifugiato. Meravigliose le mani infaticabili che hanno fritto pallotte, impastato, tagliato, cucinato.

Meravigliosi i giovani che provano un teatro da presentare appena si potrà e che riescono anche a disegnare, preparare e realizzare stand, inventare attività perché i più piccoli possano vivere il martedì di gioco, animare la Santa Messa tutte le mattine, servire e crescere…. volendosi bene e provando a vivere la bellezza di essere Comunità con freschezza e vivacità. Meravigliosi loro che si emozionano per la gioia di due amici che hanno stretto la mano al Papa Francesco perché si sono sentiti un pò tutti li, parte di un unico Tutto.
Si questo è il senso comunitario che la mia parrocchia ha riscoperto è di cui sono orgogliosa.
Non sono mai troppi i grazie da sussurrare, grazie a questa vita che mi dona sempre un motivo per non rimanere ferma nelle mie piccolezze, grazie a don Beniamino perché tu sai, che gran parte di questa meraviglia rinasce con te, anche se dici sempre è Lui che agisce.

E grazie giovani perché rendete bello e gioioso tutto quello che fate. A noi che iniziamo a contare qualche ruga in più, segno meraviglioso del tempo che passa, rimane la bellezza e la forza dell’essere radici che sostengono e che alimentano.
Premiati per il senso comunitario. Grazie

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