Ognissanti: il giorno della chiamata alla santità

Santa Madre Chiesa celebra oggi la solennità di Ognissanti, il giorno a cui tutti dobbiamo tendere: la santità. La parola santità può sembrare che identifica un mondo lontano dal nostro essere e dalla nostra vita invece corrisponde a una chiamata. La scelta di vivere alla luce del vangelo ha una corrispondenza biunivoca con un grande desiderio “Voglio diventare santo/a” perchè questo significa che un giorno potrò vivere al cospetto di Colui per il quale vivo: Dio.

Il giorno di Ognissanti, festività cristiana e civile, celebra la gloria e l’onore di tutti i Santi canonizzati e non ed è popolarmente considerato l‘onomastico delle persone il cui nome non compare nel calendario cristiano. Il calendario pre-conciliare prevedeva anche una veglia e un’ottava.
Una causa di beatificazione viene aperta dopo almeno cinque anni dalla morte. È il vescovo diocesano che, ottenuto il ‘nulla osta’ dalla Congregazione delle cause dei santi, apre il processo del servo di Dio. Le conclusioni sono trasmesse alla Congregazione vaticana. Poi occorre un miracolo per la proclamazione della santità di quella persona.

Spesso le storie di questi santi sono molto avvincenti. La conoscenza (soprattutto per i bambini e i giovani) di come hanno vissuto quelle persone che poi sono state canonizzate come San Francesco, San Pio, Beato Papa Giovanni Paolo II, i beati coniugiBeltrami-Quattrocchi, Madre Teresa di Calcutta ecc. dovrebbe essere un attraente messaggio cristiano ed un invito a: vivere con e per amore, diventare ‘sale’ che dà sapore ai luoghi dove ognuno vive.
Gli effetti della presenza di questo importante ‘alimento’ sono: la pace, la comunione fraterna, la professionalità, il rispetto profondo per ogni persona con cui si entra in contatto.

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