Oggi festa di san Pio, il santo che continua a invitarci sulla via della santità

SAN SALVO. Il 23 settembre del 1968 moriva Francesco Forgione, un uomo che ha fatto della sua vita un dono a Dio e che ancora oggi ricordiamo e veneriamo nel giorno della sua morte. Francesco, da tutti chiamato affettuosamente Padre Pio verrà festeggiato a San Salvo con il santo rosario alle ore 18.00 e la santa messa alle ore 18.30.

Con San Pio e con i santi e beati che hanno vissuto nella nostra stessa epoca sentiamo forte la chiamata di ciascuno di noi alla santità ossia ad essere uomini e donne di questo mondo che percorrono le strade feriali e festive con lo slancio del Vangelo che illumina ogni passo e momento della nostra esistenza.

Francesco Forgione, futuro padre Pio, nasce a Pietrelcina (Benevento) il 25 maggio 1887. Sedicenne, entra in un convento di Francescani Cappuccini. Prende il nome di fra’ Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo. Nel 1916 è trasferito a San Giovanni Rotondo, sul Gargano. Qui, nel convento di Santa Maria delle Grazie, prende corpo la sua esperienza di mistico e taumaturgo, che lo rende figura di straordinaria popolarità. Nel 1918 riceve le stimmate della Passione di Cristo: le ferite rimangono sanguinanti per cinquant’anni. Muore il 23 settembre 1968.

Non si contraddistingueva di certo per la mitezza. Chi l’ha conosciuto racconta delle scenate di rimprovero ai fedeli a cui avevano assistito. Di sicuro le cose non le mandava a dire ma amava le “anime” delle persone che incontrava nel suo cammino. Dietro una voce e dei modi burberi c’era un cuore innamorato del suo Signore e delle sue creature.

Diceva: “Io ho un brutto temperamento. Spesso senza accorgermene, quando non condivido le disposizioni del Superiore, glielo dico chiaro e tondo, anche se poi rispetto scrupolosamente le sue disposizioni. Chiedo ogni giorno alla Madonna di avere un po’ di dolcezza e tenerezza nell’obbedire al Superiore della Chiesa”.

Un giorno un sacerdote mi ha detto “Padre Pio è diventato santo perché ha obbedito”. Quando i suoi superiori gli avevano intimato per un periodo di non confessare e di non poter celebrare in pubblico, anche se era nel giusto si è posto nell’obbedienza.  “L’obbedienza è la virtù che ti santifica; è cosa grande l’obbedienza””. P. Pio obbedì sempre con profonda umiltà e la sua obbedienza è stata eroica, perché “in lui c’era l’umiltà”.

Egli obbediva sempre con serenità e scrupolosità. La sua obbedienza produce ancora tanti buoni frutti.

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