Michelangelo, una presenza discreta, viva e bella nella storia di San Salvo

Nella vita di tutti i giorni abbiamo l’occasione di incontrare persone e incrociare i loro sguardi. Spesso capita, che in mezzo a tutti costoro individuiamo qualcuno che seppur non conosciamo personalmente, ci dà la percezione di essere una presenza viva e bella del tempo che in quel momento viviamo. Per molti uno di questi  è stato senz’altro Michelangelo Mucilli. Chi ha avuto l’occasione di conoscerlo o incontrarlo semplicemente, lo ricorda come un uomo vestito sempre a puntino e per i suoi modi gentili e signorili. Da tutti era conosciuto per il suo ruolo di musicista e cantore della parrocchia di San Nicola sin dal suo sorgere e fino a pochi mesi prima di tornare alla casa del Padre ossia nel 2012.

Era originario di Castiglione Messer Marino ed era nato l’8 gennaio del 1929. Aveva una passione innata e viscerale per la musica. Tuttavia ai suoi tempi non c’erano le scuole di musica. Quando era ragazzino per frequentare delle lezioni di musica, si recava a piedi fino ad Agnone. In quell’epoca, l’unico luogo in cui potersi esprimere con la musica era la chiesa e così, anche seguendo il papà che la frequentava, cominciò a suonare e cantare proprio in tale contesto. Si formò da autodidatta comprandosi libri e spartiti e con l’esercizio costante e perseverante. Finite le elementari non ha avuto modo di frequentare le medie. Ben presto era divenuto un punto di riferimento della sua parrocchia nell’animare le funzioni religiose che divenivano anche l’occasione di momenti di aggregazione e di calore umano davvero fuori dal comune. Nel tempo ha maturato una fede viva e profonda e che riusciva a esprimere, vivere e trasmettere proprio grazie alla musica e al canto.

Aveva una grande manualità e aveva imparato l’arte del barbiere e del calzolaio.  Negli anni ’50 si è sposato con una sua compaesana, Elvira Petrella dal cui matrimonio sono nati due figli Raffaele e Annamaria. Michelangelo ha sempre considerato la famiglia al primo posto e i figli sono cresciuti vedendo i genitori recitare il rosario e leggere pagine del vangelo ogni giorno. Nel 1972, insieme alla sua famiglia si è trasferito qui a San Salvo per iniziare a lavorare alla ex Magneti Marelli. Appena arrivati, insieme al figlio, sono andati da don Piero Santoro e si sono resi disponibili nell’animazione musicale delle varie funzioni religiose.

Per Michelangelo tutto doveva ruotare intorno alla musica e al canto in chiesa. Siccome non guidava si è scelto una casa che fosse vicina alla chiesa di san Nicola. Spesso prendeva giorni di ferie, o cambiava e scambiava i turni per poter animare le varie funzioni religiose nelle varie occasioni dell’anno. Dopo qualche anno che era arrivato, veniva chiamato a suonare ai matrimoni. In quell’epoca nessuno prestava questo servizio e così spesso si è ritrovato a dover suonare contemporaneamente per due matrimoni nelle due parrocchie di San Salvo. Suonava alla prima metà della celebrazione in una chiesa poi si spostava nell’altra. Anche l’alimentazione e il vestiario dovevano essere funzionali alla salute delle corde vocali. Mangiava tante arance, mentine e beveva solo acqua a temperatura ambiente. Vestiva sempre in modo da non lasciarsi sorprendere da sudate improvvise che potevano minare la sua voce. I suoi unici crucci erano legati alle note e/o quell’intonazione di voce non erano usciti come lui voleva. Prima di andare a trovare la figlia ad Assisi, si assicurava che nel suo periodo di permanenza lì, potesse suonare in una chiesa.

Questi i ricordi più belli del figlio Raffaele e dei suoi 3 nipoti Elvira, Michelangelo e Giordano.

“Era un papà molto affettuoso anche se severo e di lui conservo proprio la sua testimonianza di vita e di fede.” …..“Di mio nonno porto con orgoglio il nome. Tutti mi dicono che gli somiglio davvero tantissimo anche nei modi. La cosa più bella che mi ha trasmesso è stata proprio la passione per la musica. Nel tempo studiando la musica ho capito che mio nonno aveva dentro delle doti musicali davvero geniali. Spesso a fine messa costruiva degli accordi di note che ti mettevano davvero i brividi addosso. Per definirlo con 3 parole nonno era un’artista, un lavoratore instancabile e un cristiano.” …… “Uno dei ricordi più belli di mio nonno era quando abitava con noi e tutte le sere (non ne saltava una) entrava in camera e mi benediva”…… “E’ un nonno che ho vissuto tantissimo. Andavo a trovarlo tutti i giorni e in qualsiasi ora andassi, lo trovavo sempre davanti la tastiera. Ha suonato anche al mio matrimonio. Mi diceva sempre “Fai cose buone””.

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