Il cuore di pietra: una delle diagnosi più difficili da accettare

Gesù indirizza oggi la nostra attenzione verso il cuore, quasi mille volte nella Bibbia ricorre il termine cuore, che non indica la sede dei sentimenti o dell’affettività, ma è il luogo dove nascono le azioni e i sogni.

Il popolo di Israele attendeva il Messia ma quando lo incontra lo giudica: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».

Gesù, anziché scoraggiarsi, diventa eco del grido dei profeti: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti…ۛ»

Il rimprovero di Gesù, citando il profeta Isaia, distingue il culto delle labbra da quello del cuore, il comandamento di Dio dalle tradizioni create dagli uomini.

La vera religione è aprire il cuore. È la grande svolta: il ritorno al cuore. Passando da una religione delle pratiche esteriori a una religione dell’interiorità fai la scoperta che Dio è vicino: «Fuori di me ti cercavo e tu eri dentro di me» (sant’Agostino).

Gesù istruisce i discepoli, che come noi ha volte non capiamo bene, coglie l’occasione per approfondire il discorso. Il rapporto con il Signore si gioca:

  • nella libertà dell’uomo;
  • nella sua capacità di scegliere tra l’amore per Dio e i fratelli;
  • l’affermazione di sé nell’orgoglio e nell’egoismo.

Gesù ci offre il criterio autentico per giudicare noi stessi in rapporto al Padre:

  • la purezza di cuore, cioè il rifiuto inte­riore del peccato, che allontana da Dio e dai fratelli;
  • il de­si­­derio sincero ed efficace di agire secondo la volontà di Dio.

Per Gesù va rifiutata una religiosità formale, esteriore, rituale, che non nasce dal cuore, che non coinvolga la persona, che mascheri, con l’osservanza esteriore, una fede debole e la mancanza di amore.

Anche un corpo ben lavato e ben vestito può nascondere cattivi sentimenti e ospitare un cuore lontano da Dio.

Gesù conferma ciò che hanno detto i profeti, che presentano la fedeltà alla legge, e invitano a viverla con coerenza, ma, come fa Isaia, citato dallo stesso Gesù, indicano nello stesso tempo che la legge deve prima di tutto cambiare il cuore. Per questo occorre un serio esame di coscienza e a una profonda conversione, perché il culto divino, incentrato nell’Eucaristia. non siano vuoti e ipocriti, cioè solo una parata.

Quante volte ho giudicato o richiamato gli altri perché, secondo me, non si comportavano ‘bene’? Il mio cuore è vicino a Dio e alla sua Parola o mi preoccupo solo dell’apparenza?

Signore, parla al mio cuore e donami il coraggio di guardare le tenebre che sono in me, mi affido a Te perche tu possa liberarmi dall’ipocrisia che mi vuol far apparire diverso. Donami di accogliere con docilità la tua Parola e di metterla in pratica. Amen

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».

Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

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