La coppia/famiglia: immagine di Dio-amore

Rubrica a cura di Don Giovanni Boezzi delegato dai sacerdoti della Zona Pastorale di Vasto per la Famiglia

Carissimi, l’Amoris laetitia è attenta a collegare la comunità familiare al mistero di Dio-Trinità-di amore: una comunità creata a immagine di Dio (AL 10-12). E tale è la consegna della rivelazione: «La parola di Dio affida la famiglia nelle mani dell’uomo, della donna e dei figli, perché formino una comunione di persone a immagine dell’unione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo» (AL 29). E poi avanti aggiunge: «È nella famiglia, Chiesa domestica, che matura la prima esperienza ecclesiale della comunione tra persone, in cui si riflette, per grazia, il mistero della Santa Trinità» (AL 71)…«Il matrimonio è l’icona dell’amore per Dio per noi. Anche Dio infatti è comunione: le tre persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo vivono da sempre e per sempre in perfetta unità» (AL 121).

I due, uomo e donna, sono creati a immagine e somiglianza di Dio-Trinità. La famiglia è il riflesso vivo di questo mistero. È un grande merito di Giovanni Paolo II aver posto in evidenza questa analogia trinitaria. Il «noi» umano, uomo e donna, sono chiamati ad aprirsi al terzo da loro e rappresentano, in quanto tali, la manifestazione più perfetta della comunione trinitaria. Spiega papa Francesco, citando lo stesso Giovanni Paolo II: «La relazione feconda della coppia diventa un’immagine per scoprire e descrivere il mistero di Dio, fondamentale nella visione cristiana della Trinità che contempla in Dio il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo d’amore. Il Dio Trinità è comunione d’amore, e la famiglia è il suo riflesso vivente. Ci illuminano le parole di Giovanni Paolo II: “Il nostro Dio, nel suo mistero più intimo, non è solitudine, bensì una famiglia, dato che ha in sé paternità, filiazione e l’essenza della famiglia che è l’amore. Questo amore, nella famiglia divina, è lo Spirito Santo”» (AL 11).

Il sacramento delle nozze porta a pienezza questa immagine di Dio, rendendo gli sposi partecipi dell’essere stesso di Dio, con una partecipazione nuova, che compie e perfeziona l’immagine trinitaria già impressa in loro a livello naturale, e conferisce alla comunione degli sposi una nuova effusione di grazia, rendendola dimora vivente di Dio-Trinità, dove i genitori sono i primi maestri della fede dei loro figli. In forza del sacramento delle nozze, infatti, la famiglia cristiana non è soltanto un’icona esterna della Trinità, ma la Trinità abita in essa in una forma reale e misteriosa che solo la fede permette di cogliere. Il modello trinitario non rimane esteriore alla sua immagine, ma diviene interiormente presente in essa (P. Adnès, «Matrimonio e mistero trinitario», in Amore e stabilità nel matrimonio, Roma 1976, pag. 22). Ed ecco la famiglia, icona e dimora di Dio-Trinità, papa Francesco scrive: «Il matrimonio è un segno prezioso, perché quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del matrimonio, Dio, per così dire, si “rispecchia” in essi, imprime in loro i propri lineamenti e il carattere indelebile del suo amore. Il matrimonio è l’icona dell’amore di Dio per noi. Anche Dio, infatti, è comunione: le tre Persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo vivono da sempre e per sempre in unità perfetta. Ed è proprio questo il mistero del matrimonio. Dio fa dei due sposi una sola esistenza» (AL 121).

Lo Spirito Santo è donato agli sposi perché essi siano capaci, insieme ai figli, di edificarsi in rapporto all’esemplarità trinitaria (FC 13). Lo Spirito infatti è l’amore-comunione che, nello scambio eterno tra il Padre e il Figlio, chiude il circolo dell’unità trinitaria: il Padre è l’eterno amante, il Figlio l’eterno amato, lo Spirito l’eterno amore comune del Padre e del Figlio (Sant’Agostino, De Trinitate VIII, 10,14).

Questo dunque l’orizzonte biblico-teologico dell’Amoris laetitia che fonda la comunità familiare come abitazione di Dio-Tenerezza e la sua stessa spiritualità: «Abbiamo sempre parlato dell’inabitazione di Dio nel cuore della persona che vive nella sua grazia. Oggi possiamo dire anche che la Trinità è presente nel tempio della comunione matrimoniale» (AL 314).

Sotto ogni profilo, la famiglia appare, nell’Amoris laetitia, come la comunità della tenerezza di Dio-Trinità-di amore nella storia, chiamata a farsi segno vivente e luogo primario di tenerezza verso ogni essere che viene in questo mondo. Parlare di «comunità di tenerezza» significa riferirsi a questa percezione e proclamare la famiglia come un progetto di tenerezza da costruire giorno per giorno, posto tra il «già» e il «non ancora»: un progetto già dato per grazia, ma da ricercare quotidianamente.

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