Il sapore della fede e della tradizione: don Raimondo e la memoria delle “Sagnitelle”
In un clima di festa e profonda devozione, don Raimondo Artese ha condiviso i suoi ricordi legati a una delle tradizioni più care alla comunità di San Salvo: la preparazione e la condivisione delle sagnitelle di San Vitale. Un racconto che attraversa oltre settant’anni di vita cittadina, partendo da quando, a soli cinque anni, don Raimondo iniziava a respirare l’atmosfera di una festa che allora, come oggi, rappresenta l’identità del paese.

Una tradizione nata nelle case
Don Raimondo ricorda con nostalgia un tempo in cui San Salvo era un piccolo borgo di circa 2.500 abitanti, dove tutti si sentivano “parenti e amici”. Le sagnitelle non erano solo un piatto tipico, ma il frutto di una collaborazione corale: venivano impastate nelle singole abitazioni per poi essere messe insieme e cucinate. Con l’avvento dei mulini, la cottura si spostò in questi luoghi, ma il cuore della tradizione rimaneva la coralità di un intero paese che contribuiva alla festa.
Vocazione e tradizione: il richiamo di don Cirillo
Tra i ricordi più nitidi emerge la figura di Don Cirillo, il parroco dell’epoca, che per il piccolo Raimondo rappresentava una figura da imitare. Con un sorriso, don Raimondo racconta di come a cinque anni lo riprendevano dicendo: “Silenzio, che Cirillo si arrabbia!”. E lui rispondeva “Cirillo parla e parlo anch’io!”. Un legame con il sacerdozio che si è suggellato proprio alla vigilia di San Vitale, quando, 48 anni fa, don Raimondo venne ordinato sacerdote. Ed è stato l’unico anno in cui non era presente fisicamente alla festa ma lo era in maniera diversa e in maniera ancora più intensa.
La sfida di oggi: dalla “beva” alla comunione
Il parroco non manca di lanciare una riflessione sulla modernità. Se un tempo la gioia era stare insieme per condividere il pasto sacro, oggi don Raimondo nota con amarezza come il clima della festa rischi di essere rovinato da chi cerca lo sballo nell’alcol. “Non si sta bene insieme se si sta bene solo se si beve”, sottolinea, invitando a riscoprire il vero senso della comunione e della gioia autentica.
Un messaggio per le famiglie
San Vitale, santo che ha testimoniato la fede insieme a tutta la sua famiglia, resta per don Raimondo il simbolo della trasmissione dei valori. Il suo augurio è che la festa non sia solo un evento folcloristico, ma una riscoperta dell’identità cristiana. L’invito è rivolto soprattutto ai genitori: essere i primi testimoni della bellezza della fede per i figli, affinché la gioventù possa trovare la forza di superare le “tempeste del male” della vita, certi che il Signore è sempre al loro fianco.
Viva San Vitale!
