Cosa resterà di noi quando non ci saremo più? Ricordando Teresa

Cosa resterà di noi un giorno quando non vivremo più su questa terra? Qual è il senso vero della vita se poi siamo destinati a morire? Sono questi interrogativi con cui spesso ci troviamo a doverci confrontare anche probabili credenti incalliti.

Osservando il tutto in “modalità cinica” sembra davvero che tutto possa essere vanità come è anche scritto sul libro Qoelet tutto è vanità: “Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva...”.

Ci sono parole che in taluni stati d’animo o in determinate circostanze ha quasi il sapore di “frasi fatte” e che non si comprendono finchè non si incarnano: “Di noi resterà quanto avremo amato”. Ma amare non è come schiacciare un bottone: “Premi e ami”. E non è neanche uno spremere le meningi e trovare la soluzione. E’ tutto estremamente complesso e senza una risposta precisa.

Eppure se proviamo a chiudere gli occhi e ricordare una persona che non c’è più forse ci verrà in mente un suo sorriso una sua parola di conforto al momento giusto o al contrario il suo non “sorriso..”.

Il 31 gennaio 2021 è venuta a mancare Edda Teresa Del Plavignano (nata Sabatini), una donna di cui ricordo ancora il suo sorriso, il suo essere una donna a modo e la sua semplice presenza alla messa feriale nonostante i suoi tanti acciacchi e la visibile grandissima fatica anche nei movimenti più semplici. Nel maggio del 2019 lei era seduta subito dopo la messa nel bar della figlia e non so come uscì il discorso della sua esperienza di educatrice di colonia e mi colpì l’entusiasmo e lo zelo con cui portava avanti questo incarico.

La colonia estiva a San Salvo negli anni ’70


La colonia estiva arrivava a ospitare fino a 850 ragazzi non solo di San Salvo ma anche dei paesi del medio e alto vastese e persino della Marsica

Ognuno è un bagaglio incredibile di esperienze, competenze, incontri, e aneddoti che vanno ad alimentare la storia di un paese. Questo è un pezzetto di storia di San Salvo in un periodo d’oro della vita cittadina negli anni ’70 raccontata da Teresa Del Plavignano.
Tra il 1968 e il 1969 la scuola di via De Vito aveva cominciato ad ospitare la colonia estiva dei ragazzi e delle ragazze tra i 6 e i 12 anni, non solo di San Salvo ma anche dei paesi del medio e alto vastese e persino della Marsica. La colonia veniva finanziata dal Ministero della Pubblica Istruzione e da un piccolissimo contributo delle famiglie di 2.000 lire.

Teresa Del Plavignano ne fu direttrice per sei/sette anni, poi per impegni familiari ha ceduto l’incarico ad altri. Prima che iniziasse la colonia si occupava di adeguare la scuola a refettorio e dormitorio e di tutto quanto era necessario per ospitare questi ragazzi. Considerava una priorità anche la scelta dei tovagliati! Li voleva allegri, colorati e a fiori e per trovarne come lei se li immaginava era disposta ad arrivare fino a Pescara facendosi accompagnare dal marito Domenico.
Gli utenti venivano a sapere di questo servizio grazie a delle comunicazioni fatte ai sindaci del circondario. I ragazzi in possesso di una certificazione medica che attestava la necessità dell’aria di mare potevano usufruire di questo servizio. La colonia iniziava dopo la chiusura della scuola e terminava a fine agosto. Le educatrici e i ragazzi vestivano delle uniformi, a fiori le prime e sull’azzurro gli utenti. C’era un turn over ogni 15 giorni. Per i ragazzi di San Salvo non era incluso il servizio dormitorio. Appena arrivavano venivano suddivisi in piccoli gruppi ed affidati a una educatrice.
La giornata tipo era strutturata in perfetto stile militare: sveglia al ritmo delle note di un disco che intonava proprio la sveglia militare, adunata, alzabandiera nel cortile della scuola e colazione. Con un apposito autobus andavano al mare dove c’era una sorta di grande capanna dove potersi riparare dal sole e poggiare le loro cose. Intorno a mezzogiorno seguiva rientro, pranzo e pisolino pomeridiano e poi giochi,e/o passeggiate in centro o nei paesi limitrofi. La giornata si concludeva con cena, ammaina bandiera e all’ora stabilita tutti a dormire.

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