Cappella di S. Maria di Costantinopoli a Vasto

I tesori di santa Madre Chiesa

Non a caso, Dio che è l’Amore e  bellezza infinita per eccellenza, è senza ombra di dubbio il più grande ispiratore delle più grandi opere d’arte al mondo. E se pensando a come dei semplici blocchi di marmo sono diventati ad esempio opere come il Cristo Velato e la Pietà di Michelangelo si può provare a immaginare la fede dei dei suoi autori. Quanto stupore ha saputo suscitare nelle mani d’uomo il figlio di Dio?

Santa Madre Chiesa ha un incredibile patrimonio di opere d’arte che avvicinano l’anima dell’uomo a Dio. Ogni martedì pubblicheremo uno di questi patrimoni.

(1° articolo San Giuseppe Vasto – Leggi 2° articolo Santa Maria Maggiore Vasto – Leggi ) – chiesa di san Michele Arcarcangelo di Vasto – (leggi) – chiesa Madonna di Pennaluce (leggi)

(Dal sito https://noivastesi.blogspot.com/2015/07/la-storia-della-cappella-di-s-maria-di.html#more – Ricerca storica del Cav. Giuseppe Catania)

A Vasto, in via Genova Rulli, a lato sud dello stadio Aragona, c’è la Cappella di Santa Maria di Costantinopoli, ceduta nel 2013 alla chiesa ortodossa romena locale per le funzioni religiose, destinate ai numerosi immigrati di tale fede residenti a Vasto e dintorni.

La Cappella è ricompresa nell’edificio di Palazzo Aragona (le cui Scuderie sono ora utilizzate come sala mostra del Premio Vasto) ed ha accesso dal cortile.
Singolare è la sua storia. 
Secondo una antica cronaca, un
soldato francese, al seguito dell’esercito del generale Lautrec, lasciò in custodia al Mastrogiurato di Vasto, Eleuterio Crisci, una considerevole somma di denaro. Dopo molti anni, non essendo ritornato, si pensò di impiegare quella somma per la costruzione del palazzo munito di torre e mura merlate, due cortili, giardino e Cappella. L’edificio venne ultimato nel 1522 dal vastese Dario D’Antonello che lo trasferì a Maria d’Aragona, marchesa del Vasto, nipote del re di Napoli, sposa di Alfonso D’Avalos, Governatore di Milano. 
Nell’edificio aveva dimora Suor Maria Scianone, dell’Ordine Minore,originaria della Dalmazia. Lo storico Giovan Battista Pachicelli, vissuto nel 1640, riferisce che in tale palazzo avevano dimora alcuni profughi provenienti dalla Schiavonia (Albania). Lo stabile e la Cappella vennero in possesso al nobile Giancarlo Bassano e poi a Cesare Michelangelo D’Avalos che abbellì il complesso,facendolo adornare con opere murarie. Poche e scarne notizie si hanno della Cappella di Santa Maria di Costantinopoli.
 Nel 1704 l’Eremita Fra Francesco Coliazzo che vi dimorava e l’aveva in custodia, lasciò in eredità della Cappella tutti i suoi beni.
Lo storico Luigi Marchesani riferisce (Storia di Vasto pag.274): “Nel 1742 vi erano le marmoree statue della Vergine col Bambino e di San Giovanni, ed aveva rendite”. Questo risulta dalle “Relazione dell’Apprezzo della Città Del Vasto, scritta in Napoli il 30 aprile 1742” da Biase de Lellis, Regio Ingegnere.
Verso la fine dell’Ottocento il Palazzo Aragona venne restaurato dal proprietario Duca Giovanni Quarto di Belgioioso, sposo di Ortensia D’Avalos.

Per un lungo periodo la Cappella di Santa Maria di Costantinopoli rimase chiusa e finì in grave stato di degrado.
 Nel 2000, dopo essere stata per molto tempo cadente, il Ministero dei Beni Culturali,  tramite la Soprintendenza, avviò un progetto di recupero, restauro e conservazione della chiesa, che tra l’altro conserva un altare di pregevole fattura, seppure realizzato con materiali poveri, ma artisticamente composti.

Al progetto di parteciparono l’Istituto Statale d’Arte e il Liceo Classico di Vasto, tramite laboratori curati dalle docenti Bianca Campli e Rachele Porrazzo, con il dirigente scolastico prof. Franco Palombo e con il sostegno finanziario della Banca di Credito Cooperativo della Valle del Trigno, presieduta dal dott Nicola Valentini. 
Gli allievi dei due istituti curarono anche ad una ricerca storico-iconografica sull’immagine della Madonna, la cui effigie si trova anche nelle omonime cappelle delle chiese di Ortona e Tagliacozzo; e realizzarono i plastici della Cappella e dell’altare e di altri elementi decorativi ed architettonici.

Successivamente con un contributo della Regione Abruzzo l’intera cappella venne ristrutturata e il 13 dicembre 2013 – come si diceva – il Comune di Vasto l’ha concessa in comodato alla Chiesa ortodossa locale.
 GIUSEPPE CATANIA

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