Apprendisti.

X settimana del Tempo Ordinario – Mercoledì

Commento al Vangelo – Mt 5, 17-19

A cura di don Giovanni Boezzi

Commento al Vangelo odierno tratto da Giovani & Dehoniani

“L’amore è cieco”, dice il detto. Ed è vero: l’innamorato fresco segue ogni piccola richiesta dell’amata e ogni sua parola, per lui, è legge. Occhi trasognanti, cuore zerbinato: non è una legge che gli pesa, anzi è segno di un affetto e di un amore indissolubili. Non è strano, per chi è innamorato, ascoltare con attenzione e considerare preziose le richieste dell’amata. Analogamente intendevano il rispetto della legge al tempo di Gesù: un segno d’amore. Meno male che dopo un pò l’innamoramento cieco scompare. L’innamorato più maturo mette a fuoco l’orizzonte della vita nella quale si situa l’amata e scopre che esso non coincide con l’amata stessa. Ovvero: innamorato ed amata sono chiamati a camminare insieme, non semplicemente l’uno verso l’altro, ma entrambi verso una direzione unica. Così il rispetto della legge continua ad avere senso, sì, perché l’altro è prezioso e sacro e i suoi bisogni sono importanti, ma la legge viene come indirizzata ad un senso che è ancora da raggiungere. Così oggi Gesù spiega che la legge – l’attenzione ad una vita coerente, l’etica del rispetto della persona… – è importantissima, ma la sua pienezza, il suo “pieno compimento” si invera quando comprendiamo che il senso della legge è l’amore gratuito fino alla fine. Ecco perché l’amore riassume tutta la legge e i profeti: non perché le indicazioni e i suggerimenti non contano più – “tanto basta amare!” –, ma perché l’obiettivo di tutta la legge è diventare veri artisti dell’amore. L’amore è davvero un’arte in cui siamo tutti apprendisti.

Oggi prego con il Salmo 98.

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Dal vangelo secondo Matteo (5, 17-19)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi, dunque, trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

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