Angelica: “Gesù è il più grande psicologo”

(Articolo di don Raimondo Artese)

Angelica Tiraboschi (Bergamo 1995-2015, laica, aderente al Rinnovamento dello spirito, morta di cancro al seno)

Una ragazza di 19 anni di Pontirolo Nuovo (Bergamo), è un meraviglioso fiore del giardino di Dio che ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore di tutti. Apprezzata e conosciuta per la sua semplicità, profondità, dolcezza, spontaneità, solarità e gioia di vivere. Ha conosciuto presto il significato della croce che ha accettato, accolto e portato fino in fondo con la forza della fede e della preghiera, che le hanno permesso di dare un significato ad ogni prova e sofferenza da affrontare. Il suo bellissimo sorriso è sempre stato un segno distintivo e faceva intuire che la sua forza e fiducia era in quella “Perla preziosa” che aveva scoperto e dato senso pieno alla sua vita.

É entrata a far parte del Rinnovamento nello Spirito Santo, e nel giugno 2013 ha intrapreso con entusiasmo il cammino di “vita nuova”, ricevendo la preghiera di effusione il 23 di quello stesso mese. Una delle parole più significative per lei è stata il salmo 131:“Signore non si inorgoglisce il mio cuore …”. Questo cammino ha dato una spinta e una motivazione ancora più forte alla sua vita.

La sua grande fede le dona quella forza indescrivibile e gioia contagiosa che non riesce a tenere per sé ma riversa su coloro che la conoscono, la incontrano e hanno la grazia di condividere con lei un piccolo tratto della sua breve ma significativa vita; perché come ama ripetere spesso: non dobbiamo dare anni alla vita, ma vita agli anni”Dopo diversi cicli di chemioterapia, deve affrontare un intervento chirurgico invasivo e doloroso che la mette alla prova fisicamente e moralmente.

I medici le consigliato alcune sedute dallo psicologo ma lei risponde: “Io ho uno psicologo più forte del vostro”; incuriositi le chiedono chi sia e lei, senza pensarci un attimo risponde: “É Gesù”. Di lì a poco scrive: «É meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo. Il Signore mi ha provato duramente ma non mi ha consegnato alla morte. Celebrate dunque il Signore perché è  buono: eterna è la sua misericordia  (dal salmo 117). Ho sperato contro ogni speranza ma non è stato vano… Penso che ogni uomo, almeno una volta nella vita, si trovi ad affrontare questo incontro con la morte, sia essa reale o figurata, e ognuno è libero di decidere se scappare o affidarsi a Colui che tutto può e dà forza! Domando così al Signore di darmi la forza per portare la croce.»

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