francesca torricella - colontaria sagnitelle san salvo

Al di là delle guerre, uno spazio per la festa …

Francesca Torricella

Anche quest’anno, animati da una forte fede, i sansalvesi si sono recati presso la palestra di Via De Vito per rinnovare la famosa tradizione delle “Sagne“, come simbolo di dono e offerta al Santo Patrono Vitale. Una tradizione che attraversa anni, come occasione di ritrovo, in cui ci si offre, ci si prende cura gli uni degli altri, in un ambiente di spiritualità, per recuperare quello spirito di Comunità, in una Comunità che appare ancora disgregata.

Una fetta di popolo prende parte alla festa, tra mani che impastano e accolgono, la banda che suona, applausi, bimbi incuriositi e partecipi dei preparativi. Un’atmosfera che accomuna vari stati d’animo, in cui si respira l’umano nella sua totalità.

Si apre, così, uno scenario in cui l’uomo si rivela ricco di buoni propositi in un’occasione di recupero e miglioramento di sentimenti verso il prossimo: sentimenti di certo distanti da un panorama mondiale animato da guerre, prepotenze, sopraffazioni, violenze e abusi di potere.

In quest’angolo di paese, in quest’occasione, sembra di contrasto prevalere la pace e quanto di bello e di bene si possa ancora dare e fare per creare un mondo dove invece, siano i sani principi a prendere il sopravvento, in un clima costruttivo finalizzato al benessere dell’altro: dove ci si scopre tutti uguali, illuminati da quella fede che non crea differenze e discriminazioni sociali, ma ci rende utili, dove si crea spazio per l’altro e c’è un posto per tutti.

Non v’è sangue che scorre, né scene di bambini che piangono la fame, come le quotidiane immagini che ormai siamo avvezzi a vedere da un po’ di tempo in tv, dove non ci si riconosce più nella qualità di esseri umani, dotati ancora di un cuore e di un’anima, ma ognuno in questa ricorrenza, con il proprio cellulare, con uno scatto fotografico ha cercato di fermare immagini e ricordi che possano essere tramandati.

Tantissime le persone in fila con le pentole in mano per degustare le famose “sagnitelle” per onorare il lavoro di molti che seppur faticoso, ha soddisfatto i palati di molti e ha custodito la tradizione che rinnova l’amore per il lavoro, per la fede e per il prossimo.

Francesca Torricella

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