“Che grande gioia!”
Commento al Vangelo di dom Denis Costanzo
In questa III domenica di Pasqua siamo invitati a metterci in cammino per incontrare il Signore risorto nella Parola e nel Pane spezzato. L’evangelista Luca precisa “in quello stesso giorno”, il primo giorno della settimana, il giorno che non conosce tramonto, il giorno del Signore!
Insieme al discepolo Clèopa c’è l’altro discepolo, ci sono io, ci sei tu, c’è ogni persona che, con il volto triste, si allontana da Gerusalemme, la città della Pasqua e del dolore del distacco. Anche noi ci allontaniamo dal luogo del dolore, del fallimento e della delusione, ci lasciamo sedurre dalla tentazione di andarcene quando non riusciamo a guardare oltre le nostre aspettative deluse. Ma in questo allontanarci ci scopriamo cercati…
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
(Lc 24,15-16)
Il conversare dei discepoli è un ricercare e riflettere insieme. Si sforzano di comprendere gli eventi vissuti con Gesù ma in questo processo di graduale comprensione si scoprono ciechi, incapaci di uno sguardo profondo sulla realtà ma anche sulla propria interiorità. Avvolti dalla tristezza ignorano l’identità del misterioso pellegrino che si avvicina e che liberamente condivide il loro cammino. Conversano con lui come sapienti conoscitori di “ciò che riguarda Gesù, il Nazareno” e manifestano tutta la loro delusione, “Noi speravamo…”. Ma ecco che la situazione si ribalta e il misterioso pellegrino “spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui”. La Parola di Dio rinvia a Cristo e Cristo alla Sacra Scrittura cosicché gli eventi dolorosi, che a volte rimangono oscuri, si svelano e in essi cogliamo il senso profondo del Verbo fatto carne. L’evangelista sembra rivelarci l’essenza della nostra vita: un continuo cammino tra ricerca e accoglienza.
“Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Egli entrò per rimanere con loro.
(Lc 24, 29)
É sera solo esteriormente perché i dubbi dei discepoli sono tramontati e il loro cuore arde. Dio, che già aveva infiammato il loro cuore, apre i loro occhi. Occhi aperti e cuore ardente fanno riconoscere, nello spezzare il pane e nel riceverlo, Gesù, il Crocifisso Risorto.
Che grande gioia riscoprire la presenza di Dio nella nostra vita! Che grande gioia incontrarlo nella Parola, nell’Eucarestia, nella Comunità e riprendere il cammino senza indugio! Che grande gioia accogliere la sfida del far ritorno a Gerusalemme! Che grande gioia la salda consapevolezza che non siamo mai soli anche quando ci sentiamo soli! Che grande gioia testimoniare la vittoria dell’Amore!
Signore donaci sempre la forza di metterci in cammino e la grazia di scoprici sempre “stolti e lenti di cuore a credere” per incontrarti e accoglierti nelle polverose strade della nostra vita e gridare la nostra gioia: Davvero il Signore è risorto!
