A Bovino si chiude il cerchio: il campo scout di San Salvo tra fatica, emozioni e nuove partenze
10 agosto 2025 — Si è concluso il campo di gruppo del AGESCI San Salvo 1 a Bovino, un’esperienza iniziata il 2 per alcuni e il 3 agosto per altri, intensa che ha celebrato i trent’anni di scoutismo sansalvese con una settimana di cammino, condivisione e memoria. Un campo che ha unito Lupetti, Esploratori, Rover, Capi e famiglie in un luogo fuori dal tempo, dove anche il segnale del telefono si è arreso alla bellezza della natura.
Sentieri tortuosi e notti di avventura
La fatica fisica è stata protagonista: camminate su sentieri impervi, uscite notturne alla ricerca di ristoro, gare di cucina tra clan e squadriglie. Ogni attività ha messo alla prova corpo e spirito, ma ha anche rafforzato il senso di comunità. Intorno al fuoco, i ragazzi degli ultimi anni hanno condiviso esperienze, consigli e sogni con i più piccoli, in un passaggio di testimone che è il cuore dello scoutismo.

La più giovane scout: Bianca, 8 mesi
Tra i partecipanti, la più giovane è stata Bianca, di soli otto mesi, accompagnata dalla mamma Roberta e dal papà Alessandro. Con naturalezza e spirito scout, Roberta ha vissuto il campo come un’esperienza di famiglia, dimostrando che lo scoutismo è anche cura, adattamento e amore. I bambini si sono lasciati coinvolgere, imparando a prendersi cura di Bianca, in un vortice educativo che ha toccato tutti.
La Partenza di Giulia: un saluto che commuove
Il momento più toccante è stato la Partenza scout di Giulia, celebrata durante la messa conclusiva. La sua lettera, letta davanti a tutti, ha raccontato il coraggio di non mollare:
“Quando arrivava lo scoraggiamento e la voglia di abbandonare, arrivava la determinazione. Non voglio lasciare le cose a metà.”
Educatori, amici, la mamma e la sorella hanno salutato Giulia con parole di gratitudine e stima, ricordando il suo percorso dai Lupetti fino alla Partenza. Un momento che ha toccato il cuore dei genitori presenti, soprattutto quelli dei più piccoli, che hanno potuto vedere con i propri occhi cosa significa crescere nello scoutismo.
Incontri che lasciano il segno
A Bovino, tra tende e sentieri, si sono incrociate vite e storie: genitori che si sono conosciuti per la prima volta, altri che si sono ritrovati dopo anni, magari in ambiti diversi. Alcuni hanno rivisto amici di quando i figli erano piccoli, altri hanno incontrato chi aveva lasciato lo scoutismo ma ha continuato a portarne il segno nella propria vita.
Questo campo non è stato solo una celebrazione: è stato un ritorno alle radici, un invito a continuare a camminare insieme. Trent’anni di scoutismo non si misurano in tempo, ma in vite trasformate. E Bovino, per una settimana, è stato il luogo dove tutto questo ha preso forma.

