San Vincenzo di Saragozza

Diacono e martire
III /IV secolo
Uno dei santi più radicati nella memoria della Spagna.
Diacono, martire . Il governatore Daciano pesa ogni parola di condanna, convinto almeno di scoraggiare le conversioni che stavano verificandosi. I supplizi si susseguono,  fustigazione tortura pena del cavalletto uncini di ferro,ossa slogate, carni a brandelli poi gettato nella cella buia cosparsa di cocci taglienti .Quando Daciano si avvicina al Martire ancora vivo si trova ad ascoltare queste parole:”Tu mi fai un servizio da amico perché ho sempre desiderato suggellare  con il sangue La mia fede in Cristo. tu distruggi un vaso d’argilla ma non riuscirai a lacerare chi è dentro di me e lui sarà il tuo giudice” .
Daciano ordina di lasciare in pasto alle belve quel corpo ma un grosso corvo lo difende ,allora lo fa chiudere in un sacco e legato ad un macigno lo fa gettare nel fiume. il corpo risale e galleggiando finisce sulla riva,i cristiani lo raccolgono e lo seppelliscono con tanta venerazione .Sant’Agostino ogni anno il 22 gennaio, ricorrenza della morte tesseva l’elogio del grande Martire ,celebre una sua frase: “Il diacono Vincenzo aveva il coraggio nel parlare ,aveva la forza nel soffrire era il coraggio e la forza che riceveva da Gesù “.

Etimologia: Vincenzo=vittorioso,dal latino
Emblema: palma

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