Sacerdoti per sempre legati alla chiesa di Santa Maria Maggiore

VASTO. Tre sacerdoti, una data in comune quella del 29 giugno che li ha visti ricevere l’ordine presbiterale in anni diversi, una parrocchia alla quale sono legati per sempre nella fedeltà a Cristo. Questa sera nella chiesa di Santa Maria Maggiore in Vasto don Decio D’Angelo, che oggi compiva 92 anni e dove per anni è stato parroco, ha concelebrato la messa per rendere grazie “in maniera silente a Dio per il dono del tempo sinora ricevuto” e ancora ringraziare “per i doni ricevuti e per chiedere perdono delle mancanze” di una vita fragile. Al suo fianco l’attuale parroco don Domenico Spagnoli e don Nicola Florio, parroco a Cupello la cui vocazione è cresciuta al fianco di don Decio proprio in questa parrocchia. Don Domenico e don Nicola festeggiavano nella festività di San Pietro e Paolo apostoli rispettivamente 19 e 21 anni di sacerdozio.

Nonostante don Decio, nel rispetto di questo tempo ancora lento dopo la ripresa del dopo Covid-19, non avesse espressamente voluto alcun tipo di festeggiamento, i parrocchiani, le varie attività parrocchiali, l’Azione Cattolica e la Confraternita della Sacra Spina e Gonfalone hanno voluto consegnare a lui e al parroco, una torta simbolica e un manifesto con le immagini più suggestive della loro presenza in questa fervente e operosa comunità. In particolare da segnalare il “dono” dato a don Domenico rappresentativo dei suoi “primi” nove anni di parrocato a Santa Maria Maggiore.

L’omelia è stata pronunciata da don Nicola, che ha ricordato alcuni momenti della sua preparazione al sacerdozio sostenuto per tutto il tempo da don Decio e il suo grazie per cammino compiuto assieme. E il novantaduenne ha ringraziato tutti i presenti svelando che durante la celebrazione eucaristica non ha mai smesso di esprimere la sua adorazione silente per il tempo trascorso tra questi fedeli spendendo parole commosse per don Domenico per il quale per la sua gentilezza e delicatezza  “non ho più aggettivi e non ho più verbi da pronunciare”.

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